Venerdi, 15 Novembre 2019

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I Paesi Nemici di Internet


Nemici di Internet, censura

Reporters senza Frontiere ha pubblicato la lista aggiornata dei Paesi che sono nemici di Internet, quelli cioè che censurano o limitano la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione in rete. La lista prevede 12 Stati dichiarati nemici della rete e altri 14 Paesi messi “sotto sorveglianza” per comportamenti contro la libertà di espressione.
La libertà di espressione online è diventata oggi più che mai, cita il rapporto, uno dei maggiori problemi di politica estera ed interna, specie per i Paesi guidati da regimi veri e propri o da politiche di regime. La primavera araba, che ha rivoluzionato tutto il mondo arabo a partire da dicembre 2010, grazie anche all'uso dei social media è un esempio lampante di questo concetto. Qui i social media e internet si sono affermati come strumenti di protesta o di semplice diffusione di informazioni e di libertà, mettendo a rischio o rovesciando alcuni regimi.

Il risultato è che alcuni dei Paesi coinvolti dopo le rivoluzioni hanno allentato i controlli e le restrizioni su internet, mentre altri li hanno aumentati. La Libia, ad esempio, che è stata sempre inserito tra i Paesi nemici di Internet, dopo la destituzione del dittatore Muammar Gheddafi, è stata rimossa sia dalla lista dei Paesi nemici che da quelli sotto osservazione.

Nella lista dei “cattivi”, ovvero dei Paesi nemici della retePaesi nemici della rete hanno fatto il loro debutto il Bahrain e la Bielorussia, che prima figuravano nella lista dei Paesi sotto osservazione. Questo è avvenuto perchè il Bahrain nell'ultimo hanno ha limitato l'accesso ad internet durante le proteste della primavera araba, tenendo lontano i media internazionali, molestando gli attivisti dei diritti umani e arrestando alcuni blogger, mentre la Bielorussia ha posto limitazioni per l'accesso ai siti web stranieri, censurando di fatto l'informazione e ponendo in arresto blogger dissidenti.
Gli altri 10 Paesi sulla lista dei nemici di Internet sono la Birmania, la Cina, Cuba, l'Iran, la Corea del Nord, l'Arabia Saudita, la Siria, il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Vietnam.
I 14 Paesi sotto sorveglianza sono invece:  l'Australia, l'Egitto, l'Eritrea, la Francia, l'India, il Kazakistan, la Malesia, la Russia, la Corea del Sud, lo Sri Lanka, la Thailandia, la Tunisia, la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti. Stupisce in questa lista sicuramente la presenza di Francia e Australia. La Francia è stata inserita è perchè il Governo ha deciso di introdurre norme per il filtraggio di alcuni contenuti e per le pressioni effettuate sui giornalisti per la rivelazione delle fonti. La Francia sottolinea Reporters Senza Frontiere non deve sacrificare la libertà di espressione online e la neutralità della rete per motivi legati alla sicurezza o alla protezione del copyright. Più o meno gli stessi motivi hanno fatto finire l'Australia nell'elenco dei soggetti sotto osservazione, in quanto in Australia è in vigore una legge nazionale di filtraggio che blocca certi tipi di contenuti a livello nazionale.
 
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