L'Italia non è un Paese per giovani. Lo dimostrano i dati sull'occupazione e quelli sulle possibilità di accesso alla casa, ma anche nel crescente numero di storie di successo di giovani all'estero. Uno dei problemi di questa situazione può essere ricondotto al fatto che la classe dirigente italiana pensa ai giovani (forse), ma non è composta da giovani, anzi risulta essere la più vecchia d'Europa. Che l'Italia sia un po' da sempre gerontocratica non è un fatto nuovo, ma una nuova ricerca realizzata dalla Coldiretti e dall'Università di Calabria ha messo in luce quanto effettivamente lo sia, nei più svariati campi. L'Età media della classe dirigente italiana è infatti di 59 anni.
L'analisi della Coldiretti parte dalla politica dove l'età media dei parlamentari è di 57 anni al Senato e di 54 anni alla Camera.
Politica
L'Italia Non è un Paese per Giovani
- 17 Maggio 2012
- IlDuca
Rete Stradale: la Velocità Media Nei Centri Urbani è Quella di Fine '700
- 16 Maggio 2012
- IlDuca
La situazione dei trasporti in Italia si configura come molto problematica non solo per ragioni storico-geografiche ma anche per errate decisioni politiche ed economiche. Basti pensare che la mancanza di investimenti in infrastrutture ha fatto si che oggi la velocità media nei maggiori centri urbani italiani sia simile a quella raggiunta a fine '700, ovvero intorno ai 15 km/h che diventano 7/8 nelle ore di punta. Il dato è stato calcolato dall'Ufficio Studi di Confcommercio e inserito nel Libro Bianco sui Trasporti e le Infrastrutture
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Tutto ciò non si traduce solamente in disagi e congestione dei trasporti ma ha anche un rilevante peso nell'economia del Paese. Infatti se nel decennio 2001-2010, l'Italia avesse attuato politiche di miglioramento dell'accessibilità stradale, tali da allinearci al livello della Germania, avremmo avuto un miglioramento del Pil pari a 142 miliardi di euro.
Pareggio di Bilancio: Necessaria un'Altra Manovra
- 11 Maggio 2012
- IlDuca
Abbiamo visto ieri che l'Italia potrebbe riuscire ad ottenere una deroga dal fiscal compact per poter effettuare investimenti nella Banda Larga, impegnandosi comunque a raggiungere il pareggio di bilancio, un obiettivo che sta diventando sempre più un incubo per il nostro Paese. La Commissione Europea ha spiegato oggi che l'obiettivo è fattibile per l'Italia, ma sarà necessaria una nuova Manovra correttiva. Una notizia che arriva un po' come una doccia gelata, considerando che il Governo ha sempre escluso questa necessità e che conferma che nemmeno l'aumento dell'Iva al 23% potrà salvarci da una nuova manovra. Da Bruxelles fanno sapere che si renderà necessario un aggiustamento di oltre mezzo punto percentuale di Pil. Infatti è previsto un deficit di bilancio del 2% per quest'anno e dell'1,1% nel 2013 (ricordiamo che il pareggio tecnico a cui punta l'Italia si raggiunge con lo 0,5%).
Più Della Metà Degli Italiani Si Considera Nella Classe Sociale Medio Bassa
- 04 Maggio 2012
- IlDuca
La crisi ha avuto e sta avendo pesanti ripercussioni su lavoro, famiglia e sulla percezione che i cittadini hanno della propria situazione economica. A fare il punto della situazione ci ha pensato l'Osservatorio Capitale Sociale di Demos-Coop sul lavoro e la condizione economica, secondo cui dal 2006 ad oggi è poco meno che raddoppiata la percentuale di italiani che sostiene di appartenere ad una classe sociale bassa o medio bassa. Oggi più della metà degli italiani si considera nella classe sociale medio bassa (il 53,1% contro il 28,2% di 6 anni fa). Nello stesso arco di tempo, la percentuale di chi appartiene alla classe media si è ridotta dal 59,5% al 40,3%, così come si è quai dimezzata quella relativa a chi appartiene alla classe sociale alta o media alta ( da 11,7% a 6,3%).
Recessione: in Picchiata PIL, Lavoro, Consumi ed Investimenti
- 03 Maggio 2012
- IlDuca
Abbiamo visto come secondo Il Def il Pil calerà quest'anno del 1,2% per poi crescere dello 0,5% il prossimo anno, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha previsto una diminuzione del Pil
per entrambi gli anni e pari rispettivamente a -1,9% e a -0,3%. Anche Unioncamere ha pubblicato le proprie stime sul Pil e sull'economia in generale prevedendo un calo dell'1,5% per quest'anno ed una crescita dello 0,8% nel 2013. Per l'Unione Italiana delle Camere di Commercio sarà soprattutto il Mezzogiorno a pagare il conto più salato in termini di mancata crescita, con una contrazione del Pil dell'1,8%, contro il -1,5% del Centro Italia (pari alla media nazionale) e il -1,4% e -1,3% di Nord-Ovest e Nord-Est. Le regioni che registreranno una contrazione più bassa sono Trentino Alto Adige (-1,1%), Valle d'Aosta (-1,2%) e Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna (entrambe a -1,3%), mentre quelle con la dinamica peggiore risulteranno essere Abruzzo, Molise e Basilicata (tutte con una contrazione del Pil del 2%).




