Domenica, 24 Giugno 2018

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Il Riciclaggio e l'Usura Nell'Italia Della Crisi


riciclaggio, usura, criminalità

Lo scorso anno le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio eseguite dagli intermediari finanziari sono state 48.344, in crescita del 303,3% rispetto al dato di 5 anni fa. Otto segnalazioni su dieci sono state eseguite dalle banche. A segnalare la situazione è stata la Cgia di Mestre secondo cui con la crisi economica in atto si corre il pericolo che le organizzazioni criminali riciclino i proventi delle attività illegali nei settori economici maggiormente colpiti dalla recessione.
Una situazione di vulnerabilità che soprattutto in alcuni settori è acuita dalla forte contrazione nell'erogazione del credito messa in atto dalle banche.
A livello territoriale la regione più a rischio è la Lombardia dove solo nello scorso anno si sono avute 8.778 segnalazioni di operazioni sospette (+55,1% sul 2009). Seguono Lazio con 6.350 (+108,5%) e Campania con 6.128 (+240,3%).

L'aumento maggiore delle segnalazioni relative a possibile riciclaggio, in termini percentuali, rispetto al 2009, si è avuto nelle Marche (+453,1%), in Valle d'Aosta (+426,3%) e in Sicilia (+261,3%). Il fenomeno del riciclaggio, spiega la Cgia, con la reintroduzione del denaro proveniente da reati nell'economia legale, oltre ad alterare le regole della concorrenza, : “rischia di diventare un pericolo gravissimo per l'efficienza e la stabilità dell'intero sistema finanziario”.

Operativamente le segnalazioni di operazioni sospette vengono inviate all'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia (UIF) che le elabora e le trasmette, arricchite da analisi finanziarie, al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza (NSPV) e alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA).
Un altro fenomeno che risulta in crescita durante i periodi di recessione è l'usura. Secondo la Cgia tra il 2006 e il 2010 il numero di denunce per usura ed estorsioni è cresciuto del 10,6%, toccando il picco massimo nel 2007, per un totale complessivo di 6.366 denunce. Tuttavia, il fenomeno dell'usura è uno di quelli che è difficile dimensionare attraverso le denunce, che risultano sottodimensionate rispetto all'effettiva portata del problema. L'usura, infatti, rimane un fenomeno di difficile lettura. Tra le motivazioni che spingono i cittadini a cadere nelle mani degli strozzini, oltre al perdurare della crisi, si segnalano le scadenze fiscali per gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori e i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni, per i disoccupati o i lavoratori dipendenti. Ovviamente, di fondo c'è una difficoltà di accesso al credito da parte dei canali tradizionali.
A livello territoriale, il tasso di usura risulta più alto in Campania con 66,3 punti in più della media nazionale, segue la Calabria con 44,6 punti in più, il Molise con 42,8 punti in più, la Sicilia con 39,2 punti in più e la Basilicata con 35,1 punti in più. Dall'altra parte le regioni meno a rischio risultano essere il Trentino Alto Adige (47% in meno della media), la Valle D'Aosta (46,2% in meno della media), Il Friuli Venezia Giulia (34,4% in meno della media), l'Emilia Romagna (23,3% in meno della media) e il Veneto (23% in meno della media).

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