Prosegue la crescita mondiale ma a
ritmi più contenuti, a causa del rallentamento dell'economia Usa e
di quella giapponese, inoltre le prospettive future di crescita e
l'andamento dei mercati finanziari sono fortemente condizionati
dalla crisi del
debito sovrano nellarea delleuro. Sono questi
alcuni dei punti chiave a livello macroeconomico del 65°
bollettino economico trimestre della Banca d'Italia
, in cui si
prefigura uno scenario di sostanziale stabilità per il nostro paese,
sebbene i rischi non manchino.
Il tasso di crescita del Pil italiano
continua a non brillare e risulta di difficile previsione, visto che
dopo un discreto spunto registrato nella prima parte dell'anno, i
principali indicatori prospettici sulla produzione industriale e
sulla domanda hanno fatto registrare elementi di debolezza. In base
agli elementi raccolti le proiezioni della Banca d'Italia prefigurano
una crescita del Pil dell'1% nel 2011 e dell'1,1% nel 2012.
Sul fronte delle imprese la Banca
d'Italia rileva che sebbene il ritmo di crescita dell'attività
industriale dall'avvio della fase espansiva (2009) in Italia sia
stato simile a quello della Francia (circa l'11%), ma decisamente
inferiore a quello tedesco (24%), attualmente si registrano per
quanto riguarda l'Italia alcuni elementi di debolezza in merito
all'intensità della ripresa. Tra questi il fatto che in primavera si
è attenuata la tendenza crescente del volume di nuovi ordinativi e
sono peggiorati i risultati delle inchieste qualitative presso le
imprese, interrompendo un rafforzamento
in atto da circa due anni.
Nel frattempo l'inflazione a giugno è
salita al 2,7% su base annua, spinta soprattutto dai rincari
energetici, dei trasporti e dei prodotti alimentari, visto che
depurando il dato da queste due componenti l'indice dei prezzi si
attesta al 2%. La dinamica di crescita dei prezzi, dovrebbe comunque ridursi
nell'ultima parte dell'anno e scendere sotto il 2% nel 2012, grazie
all'attenuazione dei rincari delle materie prime.
I consumi delle famiglie sono rimasti
pressoché identici, con un ristagno della maggior parte delle
componenti di spesa, con leccezione degli acquisti di beni
durevoli, in recupero
dopo la flessione subita nel
2010. La dinamica dei consumi, sottolinea Bankitalia è fortemente
influenzata dalla debolezza del reddito disponibile delle famiglie
consumatrici, sebbene, si intravedono dei segnali di recupero.
Infatti, sulla base di stime preliminari, nel primo trimestre il
reddito sarebbe aumentato di quasi un punto percentuale in termini
reali rispetto allo stesso periodo
dellanno precedente.
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Sul fronte del lavoro, il mercato non da segnali di una significativa ripresa dell'occupazione nemmeno nel prossimo trimestre, sebbene abbiamo visto dalla recente indagine Unioncamere che il numero di assunzioni per il periodo estivo supera del 27% quello dello scorso anno.
In questo quadro economico incerto le imprese continuano a prediligere assunzioni con contratti flessibili o part time e si segnalano in aumento le ore di lavoro interinale, il numero di occupati dipendenti a termine ed il numero di dipendenti a tempo parziale. Nel confronto con il primo trimestre 2010, la variazione tendenziale dell'occupazione (+0,5%, pari a 116 mila persone) è riconducibile per intero all'espansione dell'occupazione femminile (+1,9% pari a 178 mila persone), che, però ha interessato prevalentemente donne straniere impiegate nei servizi alle famiglie. L'occupazione maschile è risultata ancora in calo dello 0,5% (62 mila persone).
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RISORSE:
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