Dieci anni fa Jim O’Neill, capoeconomista della Goldman Sachs coniò il termine BRIC, riferito ai paesi dall’economia emergente. Il termine ebbe successo perché oltre a essere l’acronimo dei quattro paesi interessati (Brasile Russia India Cina) vuol dire, in inglese, ‘mattone’, oggetto che rende bene l’idea della crescita. Da un po’ di tempo a questa parte nella sigla è stata aggiunta la ‘s’ di Sud Africa, ma sostanza e significato non cambiano.
Adesso, è stato il dipartimento strategia globali della CityGroup a coniare un nuovo termine. CARBS, acronimo di Canada, Australia, Russia, Brasile, Sud Africa, ma anche equivalente inglese della parola ‘carboidrati’. Anche in questo caso la sigla è azzeccata: sono tutti i paesi ‘re’ delle commodity, che quindi riforniscono il mondo di energia e materiali preziosi.
CityGroup ha indagato sui Carbs e ha messo tutto per iscritto nel documento “Carbs make you strong”. In particolare, si legge che rappresentano il 29% delle terre emerse e il 6% della popolazione mondiale. A compensare la debolezza demografica è, però, l’estrema abbondanza di materie prime: una gran varietà di sostanze, dai metalli all’agricoltura che valgono qualcosa come 60mila miliardi di dollari.
Ogni Carbs eccelle in qualcosa. Il Canada nel gas, la Russia nel petrolio, il Sud Africa nei metalli preziosi, l’Australia e il Brasile nei materiali da ferro e nel carbone.
La loro ascesa è dimostrata dai numeri: il loro Pil è aumentato in dieci anni dal 20% circa del Canada al 50% del Brasile. L’export in volumi, è aumentato dal 2002 anche dell’80%. Inoltre, i Carbs sono protagonisti di un’attenta gestione del debito: in media è diminuito del 10% mentre altrove aumentava del 38% (Stati Uniti).
In particolare, rischia di vedersela brutta il Sud Africa, che esporta i suoi materiali preziosi in Europa e America. Il palladio è usato nella produzione di marmitte catalitiche, ma rischia di essere venduto di meno per via del settore automobilistico in crisi.
Infine, la longa manus delle agenzie di rating rischia di schiaffeggiare il paese africano: Fitch ha deciso di modificare l’outlook da stabile a negativo del pur sempre rassicurante rating A3.
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