Il Global
Talent Index
è un indice realizzato dalla società di
consulenza Heidrick & Struggles, che monitora diversi parametri
economici e sociali per valutare il livello di talento presente
(2011) e futuro (2015), nei vari Stati. Ricomprendere il talento in
un numero o in una classifica non è un operazione semplice, per
questo, lo studio ha preso in considerazione, analizzato e
confrontato indicatori economici, demografici, il contesto culturale,
l'istruzione, il valore degli investimenti esteri e la fluidità del
mercato dei 60 Paesi oggetto della ricerca. Vediamo qualche
risultato.
Nel 2011 il podio dei Paesi con un più
alto indice di talento è composto dagli Stati Uniti, con un
punteggio di 74,2, dalla Danimarca con 64,7 e dalla Finlandia con
63,2. Completano la Top Ten nell'ordine Norvegia (61,9), Singapore
(60,2), Australia (60,1), Svezia (59,5), Hong Kong (59,1), Svizzera
(58,5) e Paesi Bassi (58,3).
Le previsioni per il 2015 vedono
confermate le prime tre posizione, mentre cambiano alcune posizioni
in classifica nella top ten. Fa il suo ingresso il Canada, che scala
6 posizioni dal 14° posto del 2011 all'8° del 2015, con un
punteggio di 61,3, mentre esce dai primi dieci l'Olanda che scala al
13° posto. Per quanto riguarda le altre posizioni
in classifica la Svezia scalza la Norvegia dal 4° posto, Singapore
scende dal 5° al 6° posto, l'Australia scende al 7° posto, Hong
kong passa dall'8° al 10° posto, mentre la Svizzera conserva la
nona posizione. E l'Italia?
I sessanta Paesi considerati nel Global
Talent Index, sono ordinati in 4 fasce da 15 unità ciascuno e
l'Italia compare nella seconda di queste ripartizioni, sia nel 2011
che nel 2015. Nello specifico nel 2011 il nostro Paese occupa il 24°
posto con un punteggio di 46,7, dietro Grecia (23° posto con 46,7),
Corea del Sud (22° posto con 48,4) e Spagna (21° posto con 49,7),
ma davanti al Giappone che, viene messo da Heidrick & Struggles
al 27° posto con 45 punti.
Nel 2015 l'Italia riuscirà a
guadagnare una posizione passando al 23° posto (punteggio 48,1) a
scapito della Grecia (punteggio 45,7) che subirà un tracollo di
dieci posizioni in classifica che la porterà al 33° posto.
Analizzando i singoli parametri
l'Italia nel 2011, presenta valori da prima fascia solo nella qualità
dell'istruzione obbligatoria dove raggiunge il 14° posto, grazie
alla seconda posizione globale nel tasso di iscrizione scolastico
alla scuola secondaria, al 3° posto nel rapporto tra il numero di
insegnati e alunni nella scuola primaria e al 6° in quello della
scuola secondaria inferiore.
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