Nelle scorse settimane abbiamo visto
come secondo un'elaborazione della Cgia di Mestre, se la nostra
Pubblica Amministrazione raggiungesse il livello di efficienza di
quella tedesca, si potrebbero risparmiare
75 miliardi di euro l'anno. Si tratta di una cifra enorme (pari a
2 o 3 manovre finanziarie pesanti), che garantirebbe veramente la
possibilità di effettuare le riforme necessarie al Paese, senza
dover spremere sempre le tasche di famiglie e imprese. Magari parte
di questi fondi potrebbe essere utilizzata per adeguare il carico
fiscale italiano a quello europeo e per migliorare la dotazione
infrastrutturale italiana. Due limiti profondi che tagliano la
crescita del nostro Paese e che se venissero allineati al livello Ue,
garantirebbero, sempre secondo l'Ufficio Studi della Cgia, un
risparmio di 108 miliardi di euro l'anno. Ben 68 di questi 108
miliardi arriverebbero dall'allineamento della pressione tributaria
ai livelli della media europea, mentre i rimanenti 40 si
raggiungerebbero qualora si eliminasse il gap infrastrutturale in
termini di strade, porti e aeroporti. Dalla Cgia fanno sapere che un
tale risparmio annuo potrebbe garantire circa 2 milioni e mezzo di
potenziali nuovi posti di lavoro. O forse anche di più visto che
nell'effettuare il calcolo è stato ipotizzato un costo del lavoro
annuo per addetto pari a 40 mila euro, un valore medio piuttosto
elevato.
Oltre a questi due enormi limiti strutturali
dell'economia italiana, l'associazione ha individuato anche altri due
punti che penalizzano la crescita delle imprese italiane e
l'occupazione. Si tratta della Giustizia civile, il cui cattivo
funzionamento della giustizia pesa sul sistema delle imprese per
altri 2,7 miliardi di euro e dei costi energetici. Per quanto
riguarda questi ultimi, la Cgia sottolinea come le imprese italiane
sostengano un costo annuo superiore di 7 miliardi di euro a quello
della media dei nostri concorrenti europei, per effetto del gap
tariffario. Aggiungendo anche questi ultimi 2 elementi, la cifra
complessiva delle storture che gravano sul nostro sistema economico
tocca, potenzialmente, i 118 miliardi di di euro circa.
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Esistono poi altri elementi che ostacolano la crescita del nostro Paese.
Tra questi la Cgia cita:
- l'Aliquota implicita media a carico delle imprese: nel nostro Paese è pari al 31,5% e risulta essere la terza aliquota implicita più elevata in Europa, dietro solamente a Cipro (37,3%) e Spagna (34,0%).
- Il Ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione: In Italia il ritardo medio è di: 86 giorni, contro gli 11 di quella tedesca, i 19 di quella inglese e i 22 di quella francese.
- Competitività: l'Italia occupa il 46° posto al mondo nell'Indice di competitività globale, contro il 6° della 6°, il 16° della Francia, il 18° del Regno Unito e il 38° della Spagna.
- Qualità delle istituzioni: il World Economic Forum pone il nostro Paese 92° posto.
[Via: Cgia ] |
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