Lunedi, 20 Gennaio 2020

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Con Tasse, Infrastrutture, Giustizia ed Energia ai Livelli Europei Risparmi per 132 Miliardi di Euro


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Nelle scorse settimane abbiamo visto come secondo un'elaborazione della Cgia di Mestre, se la nostra Pubblica Amministrazione raggiungesse il livello di efficienza di quella tedesca, si potrebbero risparmiare 75 miliardi di euro l'anno. Si tratta di una cifra enorme (pari a 2 o 3 manovre finanziarie pesanti), che garantirebbe veramente la possibilità di effettuare le riforme necessarie al Paese, senza dover spremere sempre le tasche di famiglie e imprese. Magari parte di questi fondi potrebbe essere utilizzata per adeguare il carico fiscale italiano a quello europeo e per migliorare la dotazione infrastrutturale italiana. Due limiti profondi che tagliano la crescita del nostro Paese e che se venissero allineati al livello Ue, garantirebbero, sempre secondo l'Ufficio Studi della Cgia, un risparmio di 108 miliardi di euro l'anno. Ben 68 di questi 108 miliardi arriverebbero dall'allineamento della pressione tributaria ai livelli della media europea, mentre i rimanenti 40 si raggiungerebbero qualora si eliminasse il gap infrastrutturale in termini di strade, porti e aeroporti. Dalla Cgia fanno sapere che un tale risparmio annuo potrebbe garantire circa 2 milioni e mezzo di potenziali nuovi posti di lavoro. O forse anche di più visto che nell'effettuare il calcolo è stato ipotizzato un costo del lavoro annuo per addetto pari a 40 mila euro, un valore medio piuttosto elevato.
Oltre a questi due enormi limiti strutturali dell'economia italiana, l'associazione ha individuato anche altri due punti che penalizzano la crescita delle imprese italiane e l'occupazione. Si tratta della Giustizia civile, il cui cattivo funzionamento della giustizia pesa sul sistema delle imprese per altri 2,7 miliardi di euro e dei costi energetici. Per quanto riguarda questi ultimi, la Cgia sottolinea come le imprese italiane sostengano un costo annuo superiore di 7 miliardi di euro a quello della media dei nostri concorrenti europei, per effetto del gap tariffario. Aggiungendo anche questi ultimi 2 elementi, la cifra complessiva delle storture che gravano sul nostro sistema economico tocca, potenzialmente, i 118 miliardi di di euro circa.

 


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Una cifra che potrebbe toccare i 132 miliardi di euro, se la pressione tributaria italiana fosse pari a quella tedesca e i 136,2 miliardi se l'Italia allineasse i costi dei conti correnti alla media europea. In Italia, infatti, il costo annuo per un conto corrente è pari a 295 euro a fronte di una media europea di appena 114 euro
Esistono poi altri elementi che ostacolano la crescita del nostro Paese.
Tra questi la Cgia cita:
  • l'Aliquota implicita media a carico delle imprese: nel nostro Paese è pari al 31,5% e risulta essere la terza aliquota implicita più elevata in Europa, dietro solamente a Cipro (37,3%) e Spagna (34,0%).
  • Il Ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione: In Italia il ritardo medio è di: 86 giorni, contro gli 11 di quella tedesca, i 19 di quella inglese e i 22 di quella francese.
  • Competitività: l'Italia occupa il 46° posto al mondo nell'Indice di competitività globale, contro il 6° della 6°, il 16° della Francia, il 18° del Regno Unito e il 38° della Spagna.
  • Qualità delle istituzioni: il World Economic Forum pone il nostro Paese 92° posto.
[Via: CgiaCgia ]

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