Venerdi, 6 Dicembre 2019

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CORTE DEI CONTI: IN ITALIA LA CORRUZIONE È PATOLOGICA E POTREBBE AUMENTARE CON IL FEDERALISMO


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In occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, il Presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, ha effettuato un bilancio dell'attività dell'istituzionebilancio dell'attività dell'istituzione toccando diversi punti critici che caratterizzano l'economia e la giustizia italiana.
Per quanto riguarda il Federalismo Fiscale, Giampaolino ha sottolineato come a fronte di elementi positivi come il decentramento delle funzioni e l'aumento della responsabilità degli amministratori locali, si accompagnino rischi di squilibrio territoriale per quanto riguarda il gettito fiscale, con il pericolo di aumento delle tasse. Un elemento già sottolineato da un recente studio del PD, secondo cui saranno soprattutto i comuni del Sud a venire penalizzati. É soprattutto il federalismo municipale che attribuisce ai sindaci i proventi della tassazione immobiliare, (Imposta Municipale Unica ) a preoccupare il Presidente della Corte dei Conti, che pur considerando positivo il disegno proposto, evidenzia il rischio che : “l'impianto previsto possa produrre squilibri in termini di dislocazione territoriale del gettito fiscale e di incertezza sulla sua effettiva invarianza”.
Sul tema del federalismo è intervenuto anche il procuratore generale della Corte dei Contiprocuratore
generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, secondo il quale sorgono dubbi sul fatto che il decentramento della spesa pubblica possa contribuire a ridurre la corruzione. Il rischio è che possa avere l'effetto contrario ed : “aumentare la corruzione quando la vicinanza a interessi e lobbies locali favorisca uno scambio di favori illeciti in danno della comunità amministrata”.
Il tema della corruzione appare centrale nella relazione della Corte dei Conti, in cui viene ribadito sostanzialmente quanto sostenuto, dallo stesso Giampaolino nel proprio discorso di insediamento lo scorso Ottobre. Ovvero che nonostante l'attenzione posta nel Paese sugli illeciti da corruzione, non sono stati raggiunti apprezzabili segni in controtendenza.
La corruzione e la frode insomma, secondo Ristuccia, risultano, soprattutto nel settore dei contributi nazionali e dell'Ue, come patologie per le quali non sembra essere stata trovata una cura.
Nel 2010 i dati delle forze dell'ordine raccontano di 237 casi di corruzione (in aumento del 30,22% rispetto al 2009), 137 di concussione (in calo del 4,91%), 1090 episodi di abuso di ufficio (-4,89%). Diminuisce il numero di persone denunciate per corruzione (-1,39% rispetto al 2009, 709 in totale) , per concussione (-18,67%, 183 in totale) per abuso di ufficio (-19,99%, 2290 in totale).


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É il settore della sanità quello più a rischio, in quanto, secondo la Corte dei Conti : “si si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattive gestioni talvolta favorite dalle carenze del sistema dei controlli".
Da un analisi temporale più ampia (2004-2010), emerge secondo Ristuccia che nonostante il leggerissimo trend discendente, la “rimarchevole diminuzione delle denunce'' potrebbe ''dare conto di una certa assuefazione al fenomeno verso una vera e propria cultura della corruzione''. Per il procuratore generale, infatti, anche i positivi risultati connessi allo svolgimento di incisive ed estese indagini giudiziarie sono assolutamente temporanei ed effimeri: “se non accompagnati da una adeguata politica di prevenzione che miri a cambiare il quadro di riferimento che ha reso possibile i comportamenti corruttivi''.
In questo senso il disegno legge sulle intercettazioni, secondo il procuratore generale: “non appare indirizzato ad una vera e propria lotta alla corruzione”, in quanto le intercettazioni rappresentano “uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo» di contrastare il fenomeno della corruzione.
Bocciatura anche per la legge Cirielli, che ha dimezzato i termini di prescrizione “con il risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una sentenza di condanna”.

 

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