“Il Paese vive un generale stato di depressione che attraversa tutte le classi sociali”. Con queste parole il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, ha presentato il 24° Rapporto Italia, in cui l'istituto di ricerca richiama le diverse parti sociali alle proprie responsabilità di fronte alla profonda crisi che il Paese sta attraversando. La responsabilità della situazione viene attribuita soprattutto alla classe dirigente generale, identificata sia nella classe politica sia in tutti coloro che esercitano ruolo e funzioni direttivi nella società. Una classe dirigente che costituisce un blocco separato dal resto del Paese, arroccato sui propri privilegi feudali, ai quali non ha la minima voglia di rinunciare, nonostante la grave situazione economica.
Per uscire dalla crisi è necessaria, secondo l'Eurispes, la riscoperta dei doveri e delle responsabilità di ciascuno superando gli egoismi e la difesa corporativa degli interessi.
IL GIUDIZIO SULLE ISTITUZIONI
Si conferma il trend di sfiducia nelle istituzioni registrato nel Rapporto Italia 2011, con valori addirittura inferiori, stabilendo così un nuovo record negativo dal 2004. In generale per il 71,6% la fiducia nelle istituzioni è diminuita, contro il 68,5% registrato lo scorso anno e il 45,8% del 2010, mentre solo per il 4,1% è aumentata, comunque in crescita di 1,9 punti percentuali sul 2011. I più delusi sono i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni (74,6%).
L'unico protagonista sul fronte dei consensi rimane il Presidente della Repubblica, che però nonostante la discesa in campo per la scelta del Governo Tecnico, riscontra un calo di fiducia del 6,1% rispetto allo scorso anno (dal 68,2% al 62,1%).
A proposito di Governo, il passaggio di consegne da Berlusconi a Monti non ha migliorato la fiducia degli italiani verso l'istituzione rappresentata dall'esecutivo. Il Governo tecnico ha riscosso un certa apprezzamento, tuttavia le misure della Manovra Salva Italia, soprattutto in tema di tasse e pensioni non hanno contribuito ad aumentarne l'appeal. Infatti solo il 7,2% dei cittadini ritiene che la Manovra Salva Italia sia equa.
Il Parlamento continua a rappresentare l'ultima istituzione politica verso cui gli italiani pongono fiducia. Negli anni la percentuale di chi vi ripone molta o abbastanza fiducia è passata dal 26,9% del 2010 al 15% del 2011, fino al 9,5% attuale, il valore più basso dal 2004 ad oggi.
Anche la Magistratura non riscuote più tanta fiducia da parte degli italiani, infatti si è passati da un livello di fiducia del 53,9% dello scorso anno al 36,8% odierno, ben 17 punti percentuali in meno. Su questo risultato hanno inciso le difficoltà croniche della giustizia,a partire dalla lentezza dei processi e la tensione registrata tra politica e Magistratura soprattutto nell'ultima parte del Governo Berlusconi.
Le Forze dell'Ordine risultano invece ancora decisamente apprezzate dagli italiani, con al primo posto i Carabinieri con un livello di consenso del 75,8%, seguiti dalla Polizia di Stato (71,1%) e dalla Guardia di Finanza (63,3%). Tra queste solo la Guardia di Finanza registra un calo percentuale di qualche decimo di punto rispetto allo scorso anno.
Ampia fiducia poi riscuotono, soprattutto tra i giovani, le Forze Armate con un livello di consenso del 67,8%, il Corpo Forestale dello Stato (68,1%), mentre i Servizi Segreti, pur registrando una crescita di 10 punti percentuali mostrano un livello di fiducia decisamente più basso rispetto alle altre forze dell'ordine (40,6%).
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