Mercoledi, 17 Luglio 2019

Back Politica e Società Gli Effetti Sull'Economia in Caso di Crollo Dell'Euro

Gli Effetti Sull'Economia in Caso di Crollo Dell'Euro


crollo euro, economia, default

Da parecchi mesi l’euro è sotto attacco. Di chi? Gli scettici del libero mercato addossano la colpa soprattutto agli speculatori finanziari, il resto al clima di sfiducia che è sceso sull’Europa.
Ciò che era visto come un’eventualità impossibile da verificarsi, adesso, alla luce delle mille difficoltà che l’Eurozona sta attraversando, ha acquisito i contorni della possibilità.
Il fallimento dell’euro, la disgregazione della moneta unica, il ritorno alla valute nazionali. Quali sarebbero le conseguenze politiche ed economiche?
Molti considerano l’abbandono dell’euro come un evento auspicabile, addossando alla moneta unica le colpe per la crisi economica, la crisi finanziaria, l’aumento dei prezzi.
E’ veramente desiderabile un’uscita dalla zona euro?
A giudicare dalle parole di gente che in economia conta davvero, no. Assolutamente no. Anzi, sarebbe una catastrofe, una specie di apocalisse economica.  

L’ultima voce a levarsi contro la disgregazione dell’euro è stata quella di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Nella drammatica conferenza stampa del 15 dicembre, indetta per annunciare l’arrivo della recessione già nel 2011, ha parlato anche delle prospettive in caso di caduta dell’euro.
Secondo la Marcegaglia, “le violenti ricadute della disgregazione della moneta unica possono essere solo congetturate”. Dalle simulazioni commissionate dalla Confindustria emerge che le quattro economie più forti dell’area Euro (Germania, Francia, Italia, Spagna) perderebbero in un anno qualcosa tra il 25 e il 50% del Pil. La disoccupazione salirebbe al 20%, svanirebbero tra i 6 e i 9 milioni di posti di lavoro. Il debito, anche nei paesi virtuosi, oltrepasserebbe il limite dell’immediata insolvibilità. Insomma, una catastrofe immane. Altro che la fine del mondo nel 2012 preannunciata dai Maya!
Qualche giorno prima, un altro economista era intervenuto a spiegare le possibili conseguenza di una caduta dell’euro. Si tratta di William Buiter, economista di Citigroup. Il Wall Street Journal ha ospitato la sua riflessione. 
Buiter ha utilizzato espressioni più colorite, ma il succo è lo stesso. “Una rottura completa dell’area Euro in una zona di influenza del marco tedesco e di altre dieci valute nazionali, genererebbe un pandemonio finanziario ed economico, anche perché non sarebbe pianificata, ordinata e graduale sia dal punto di vista politico che economico e legale”.

E’ proprio la mancanza di un exit strategy che consegnerebbe, in caso di fallimento della moneta unica, un'apocalisse in terra all’Europa e pesantissimi problemi al resto del mondo. Innanzitutto agli Stati Uniti, e persino alla Cina che agli occhi occidentali appare un colosso invincibile. Il Dragone detiene ampie fette di debito pubblico europeo e americano. L’insolvenza, insomma, lascerebbe all’asciutto la seconda economia del mondo, la stessa che fa da traino in un periodo di crisi come questo (il Pil cinese nel terzo trimestre ha fatto segnare un +9.1%).
Ma anche in caso di un uscita pianificata, i cui margini di manovra però sono quanto mai ristretti, le conseguenze non sarebbero per nulla positive. Solo un po’ meno tragiche: “Anche nel caso in cui un’eventuale uscita o rottura dovesse essere valutata accuratamente dai mercati, qualcosa di cui c’è poca evidenza, la pianificazione della stessa sarebbe comunque da considerarsi inaspettate e dirompente” ha specificato Buiter.
L’economista ha poi ipotizzato diversi scenari di disgregazione. In sintesi, scenario uno: default e uscita dalla Grecia. In quel caso la perdita sarebbe ammortizzabile, il paese ellenico conta solo per il 2,2% del pil europeo. Scenario due: uscita per default di Spagna e Italia, crollo delle banche europee e americane, pil mondiale giù del 10%, disoccupazione in occidente al 20%. Scenario tre: uscita della Germania per disaccordo con le politiche europee (e ci siamo andati vicini); in quel caso gli effetti sarebbero forse più dirompenti: “Dopo l’uscita, la Germania e gli altri membri base dell’Eurozona – forse escludendo la Francia – andrebbero ad introdurre il nuovo marco tedesco. Gli stati periferici andrebbero in default e la nuova valuta si posizionerebbe bene sul mercato e poiché niente terrebbe più insieme le rimanenti nazioni dell’Unione, il sistema si dividerebbe probabilmente in undici valute nazionali”.
Fantafinanza? Fantaeconomia? Non è dato saperlo ma. Nel dubbio, meglio tifare per l’euro.
 
Valore Conto 468 x 60
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631

 

CREDIT
Olivier HOlivier H by flickr
 


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Assicurazioni

assicurazioni

Energia

energia

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed