Lunedi, 20 Gennaio 2020

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Le Regioni Italiane Sempre Più Indietro Nella Classifica Europea Del Pil, Specie Quelle Del Sud


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Solo qualche settimana fa abbiamo presentato i risultati dell'indagine dell'Eurostat sulle regioni europee con il Pil pro capite più alto, oggi la Cgil pubblica i risultati dello studio “Il Prodotto interno lordo pro-capite regionale europeo: livelli e dinamiche” che va ad analizzare approfonditamente questi dati. Secondo quanto emerge dal rapporto dell'organizzazione sindacale, dal 1997 al 2008 si è drasticamente ridotto il numero delle regioni italiane presenti tra le prime quaranta europee per reddito pro capite, scese da dieci a tre, con le regioni del Mezzogiorno già poco competitive in partenza che, continuano a perdere terreno dal Nord Italia e dal resto dell'Europa.
Nello specifico nel 1997 le regioni che comparivano tra le prime quaranta con il più alto reddito pro capite erano : Lombardia (11°), Bolzano (12°), Emilia Romagna (15°), Valle d’Aosta (21°), Provincia autonoma di Trento (22°), Veneto (23°), Lazio (27°), Piemonte (31°), Friuli Venezia Giulia (36°) e Toscana (39°). Nel 2008 sono rimaste in classifica solamente la Provincia Autonoma di Bolzano al 23° posto, Lombardia al 28° ed Emilia Romagna al 36°. In più, rileva la Cgil. “Rispetto al dato medio europeo, il livello del reddito pro capite di queste tre regioni tende ad essere più basso rispetto a quello che si registrava undici anni fa a seguito dell’ingresso delle nazioni dell’est europeo che hanno notevolmente abbassato il livello del reddito medio europeo”.
Infatti, nel 1997 la Lombardia presentava un reddito pro capite superiore rispetto al dato medio europeo del 161% mentre nel 2008 il dato è arretrato al 134%. Lo stesso è accaduto per le altre due regioni con la Provincia Autonoma di Bolzano che scende dal 159% al 137% e l’Emilia Romagna dal 152% al 127%. Fa specie inoltre notare che delle venti regioni più ricche presenti nella classifica del 1997, nel 2008 ne sono rimaste ben 15 e tra le cinque uscite vi sono proprie le tre italiane. Le altre due scivolate in classifica sono Stoccarda passata al 21° posto e la Provincia di Anversa scivolata al 25°. Stessa dinamica per le prime quaranta regioni, visto che nel 2008 rispetto al 1997 solamente nove regioni non sono più presenti tra le quaranta regioni con il reddito più elevato, di cui ben ben sette sono italiane: Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Lazio, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana. Insomma mentre le top regioni europee tendono a mantenere il proprio livello di reddito nel tempo, le italiane sembrano essere quelle che perdono più terreno.


IL MEZZOGIORNO D'ITALIA
Come abbiamo visto nell'indagine Eurostat sono quattro le regioni italiane con un reddito pro-capite inferiore al 75% della media europea: Campania 66% con 16.400 euro, Sicilia 66% con 16.600 euro, Calabria 66% con 16.400 euro e Puglia 67% con 16.900 euro.


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Rispetto al 1997 queste regioni hanno visto aumentare il gap nei confronti della media europea, visto che allora Puglia e Sicilia mostravano un valore superiore al 75% della media (rispettivamente pari al 77% e al 76%), mentre Campania e Calabria erano appena sotto ( 74% e 73%).
Nel periodo che va dal 1997 al 2008, le regioni italiane con il tasso di crescita medio annuo più elevato sono state il Lazio con il 2,1%, le Marche (2,0%), il Veneto, la Provincia autonoma di Bolzano e l'Emilia Romagna (all’1,8%) Mentre le regioni del Mezzogiorno, pur partendo da un livello inferiore, hanno mostrato un ritmo più basso: Basilicata (0,7%), Puglia (0,8%), Calabria (0,9%), Sicilia (1,2%) e Campania (1,3%). Dati che per la Cgil dimostrano che in generale il decennio 1997-2008 ha rappresentato: “per le regioni italiane in generale e per quelle meridionali in particolare un vero e proprio decennio perduto, di occasioni mancate per rafforzare la crescita delle regioni più avanzate e favorire un percorso di crescita stabile per quelle più arretrate del Mezzogiorno”.
In chiusura la Cgil sottolinea che sulla base del dato relativo al Pil pro capite del 2008, l'Italia si colloca ancora tra i Paesi dell’Ue ad alto sviluppo, anche sta scivolando in modo preoccupante verso il gruppo di Paesi a sviluppo moderato ( tra cui troviamo Cipro, Grecia, Slovenia, Repubblica Ceca, Malta e Portogallo).

 

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