L'efficienza è sempre uno dei temi
centrali quando si parla di Pubblica Amministrazione italiana,
soffocata spesso da troppe procedure, la maggior parte delle quali
sembra fatta apposta per creare confusione, far perdere tempo e
soldi. È però innegabile che negli ultimi anni si sia avviato un
piano graduale di digitalizzazione di molte attività che sta dando
buoni frutti e sembra aver finalmente tracciato la strada giusta da
seguire. Guardando lontano i risparmi possibili sarebbero enormi,
infatti, secondo la Cgia di Mestre con
una pubblica amministrazione efficiente come quella tedesca
risparmieremmo 75 miliardi l'anno, tuttavia è impensabile poter
colmare un Gap così grande in tempi brevi, e forse nemmeno in tempi
lunghi. Tuttavia ponendoci un orizzonte più vicino e senza grossi
sforzi, né rivoluzioni si potrebbero raggiungere risultati di tutto
rispetto. Secondo l'Aica (Associazione italiana per lInformatica e
il Calcolo Automatico), infatti, lignoranza informatica nella
Pubblica Amministrazione Locale costa
oltre 205 milioni di euro. Un
dato molto significativo che è emerso dalla ricerca Il costo
dellignoranza informatica nella Pubblica Amministrazione
Locale
condotta con SDA Bocconi, dalla quale si evince anche che con una
formazione adeguata la produttività migliorerebbe del 12%.
La ricerca ha interessato la Pubblica
Amministrazione Locale (PAL), ovvero regioni, provincie, comuni,
comunità
montane e unioni di comuni, insomma un universo in cui
lavorano circa 600 mila dipendenti.
Secondo l'indagine chi lavora nella PAL
adopera il computer per il 69% del proprio tempo lavorativo, ma perde
circa 47 minuti di tempo lavorativo alla settimana, per problemi nellutilizzo
degli strumenti informatici. Un'improduttività, forse di poco conto
ad una prima vista, ma che si traduce in un costo annuo per addetto,
attorno ai 1000 euro. Stando alle interviste, un terzo di questo
tempo perso è causato da una scarsa
conoscenza informatica, mentre
il restante tempo deriva da problemi nei sistemi ICT.
Confrontando
questo valore, direttamente connesso all'ignoranza informatica, con il
costo medio di un dipendente della PAL, si ottiene che la perdita di
tempo, per tale causa, equivale a un costo di tempo improduttivo pari
a 346 euro allanno per
dipendente. Moltiplicando questo dato
per tutti i dipendenti si ottiene appunto la somma di 205 milioni di
euro. Appare dunque necessario intervenire sulla formazione, senza
dimenticare che due terzi del tempo perso dipendono comunque da
problemi dei sistemi ICT. Secondo l'Aica, infatti, il 26% delle
chiamate agli help desk da parte di alcuni grandi enti pubblici
locali, sono imputabili a comportamenti degli specialisti, che non
hanno correttamente progettato linfrastruttura o hanno trascurato il suo aggiornamento.
Di conseguenza il tema della formazione deve essere analizzato anche
nei confronti degli specialisti.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
FORMAZIONE E PRODUTTIVITÀ
L'Aica ha poi effettuato un test
empirico sul rapporto tra formazione informatica e produttività
dell'utente. Nello specifico sono stati sottoposti ad un corso di formazione di base ( propedeutico a
ECDL ) oltre un centinaio di dipendenti pubblici di varie
amministrazioni locali. Dopo il corso si è misurato un aumento del
livello delle conoscenze del 23% in termini assoluti, e un aumento di
produttività, inteso come riduzione del tempo impiegato per svolgere
il proprio compito, del 12%.
In termini economici il valore
dell'aumento della produttività è stati stimato in 3900 euro l'anno
a soggetto. Se questo piano di formazione fosse esteso a tutti gli utenti
informatici potrebbe generare un aumento di produttività di
ben
2,2 miliardi di euro lanno nella Pubblica Amministrazione locale.
Un'ipotesi forse un po' troppo matematica e forzata nel supporre che
tutti gli utenti subiscano un identico aumento della produttività,
ma che tuttavia mette in risalto l'importanza del tema della
formazione, che dovrebbe essere costante nel tempo anche nel settore
pubblico.
[Via: Aica ] |
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