In questi giorni il Governo sta delineando i punti della manovra economica che, secondo le
stime dovrebbe essere pari ad almeno 27 miliardi di euro nell'arco
degli anni 2011-2012. Il piano finale dovrebbe essere pronto al più
tardi entro la prima settimana di giugno, ma già ora trapelano i
campi che saranno oggetto di intervento. Diverse le ipotesi di
taglio, dai trasferimenti a Regioni e Comuni dai quali dovrebbero
essere recuperati 4 miliardi in due anni, ai tagli degli enti inutili
e dei costi della politica di almeno il 15%. Quasi certo il taglio
del 10% degli stipendi dei manager pubblici che guadagnano oltre i
100mila euro, ai quali dovrebbe aggiungersi un taglio della stessa
entità anche per gli stipendi di parlamentari e ministri.
Non
sembrano essere in vista tagli alla scuola, mentre sono molto
probabili tagli alla sanità e ai contributi sui medicinali. Nessun
accenno a modifiche sulla strutture amministrative, come provincie e
comuni, mentre non mancano ipotesi di slittamento delle finestre
pensionistiche e di inasprimento della lotta all'evasione fiscale e
alle false pensioni di invalidità. Fenomeni quest'ultimi molto
diffusi in Italia e sui quali si annuncia sempre battaglia, salvo
scoprire che ogni anno il reddito imponibile evaso cresce.
Secondo
l'Istat sono circa 100 miliardi di euro le imposte che annualmente
sfuggono al fisco, quattro volte la manovra economica che va
delineandosi. Si capisce allora come un miglioramento del solo 10%
potrebbe fare la differenza, riuscendo a coprire quasi il peso di un
anno di manovra. Gli spazi di margine ci sono e basta analizzare i
dati delle dichiarazioni dei redditi per capirlo. Dai quali emerge
che in Italia solo l'1%
dei contribuenti dichiara un reddito superiore a 100mila euro,
mentre il 50% dei contribuenti dichiara un reddito inferiore ai
15mila euro. Dati che stridono col tenore di vita di molti,
soprattutto nelle regioni più ricche.
Anche sul fronte falsi
invalidi l'Italia non brilla certo per onestà ed efficienza, se si
pensa che negli ultimi tre anni la spesa per invalidità civile è
aumentata di 2,5 miliardi di euro, portando la voce di spesa nel
bilancio INPS 2009 a 16 miliardi di Euro. Un dato che fa pensare
soprattutto se si considera che l'80%
degli invalidi concentrati in quattro regioni: Puglia, Campania,
Sicilia e Calabria.
Insomma, una cosa è sicura, la scarsa
coscienza civile e il malcostume non fa distinzione tra regione
ricche e povere. Il problema è capire se ci sia la volontà politica
di affrontare questo genere di problemi, da sempre quasi un tabù, una
volta per tutte.
IL NUOVO REDDITOMETRO SCENDE IN CAMPO CONTRO L'EVASIONE
Per cercare di arginare di porre un
freno almeno alla piaga dell'evasione fiscale, ora che c'è urgenza
di fondi, l'Agenzia delle Entrate ha (finalmente) deciso di
aggiornare il redditometro. Le modifiche dovrebbero essere inserite
nella manovra economica e scattare il prossimo anno (1 gennaio
2011). Il nuovo redditometro analizzerà principalmente gli i
scostamenti più rilevanti tra reddito stimato e reddito dichiarato.
Gli indicatori utilizzati saranno in numero maggiore rispetto a
quelli attuali e saranno basati sulle spese realmente effettuate in
base a diverse tipologie di famiglia, incrociando classe di reddito e
differenze territoriali. I parametri non saranno più slegati ma correlati tra loro di modo da analizzare gli scostamenti dei
beni posseduti in relazione al reddito in modo più completo ed
efficace.
L'ipotesi di studio inserisce tra gli
elementi di spesa: lacquisto di mini-car, le iscrizioni a club e
scuole esclusive, le spese per i viaggi allestero, la stipula di
polizze assicurative e le spese di ristrutturazione.
Qualora emerga una discrepanza di
rilievo tra quanto speso e quanto dichiarato scatterà la
segnalazione al fisco e sarà il contribuente a dover spiegare
l'incongruenza.
Nella presentazione dell'Agenzia delle
Entrate ai professionisti che si è tenuta martedi, è stato mostrato
ad esempio che analizzando gli acquisti di auto, circa 100 mila soggetti
avevano comprato un veicolo che costava più del doppio del reddito
annuo dichiarato.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
10
ANNI DI MANOVRE E 238,6 MILIARDI DI
EURO CHIESTI AI CITTADINI
Secondo
le elaborazioni della CGIA di
Mestre, in 10 anni di manovre, i Governi che si sono succeduti
hanno chiesto ai cittadini 238,6 miliardi di euro. I dati analizzano
il periodo che va dal 2002 e il 2012, inserendo nell'ammonstare
complessivo anche la manovra economica che si sta studiando per un
valore di 25miliardi e 696 milioni di euro. Secondo queste stime a
livello procapite, ciascun italiano ha dovuto scucire 2477
euro. Di questa enorme somma il 58% (138,4 miliardi di euro) sono
andati alla riduzione del deficit, mentre i rimanenti 100,2 miliardi
sono stati impiegati in ambiti diversi come la correzione dei conti
pubblici, gli investimenti opere pubbliche, sgravi fiscali e le
misure di sostegno alle famiglie e alle imprese. Per chi volesse
approfondire l'argomento sul Sito
della
Cgia
sono disponibili anche le tabelle con le cifre di
spesa ripartite nei vari anni.
La Cgia di Mestre ha pubblicato tempo
fa anche un'interessante
analisi
sul valore complessivo del reddito imponibile sottratto allo
stato ogni anno (316 miliardi di euro) analizzando quattro aree
di evasione/elusione
fiscale, ovvero: leconomia sommersa; leconomia criminale;
levasione/elusione delle grandi imprese e quella dei lavoratori
autonomi e delle piccole imprese.
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