Venerdi, 13 Dicembre 2019

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Negli Ultimi Dieci Anni la Spesa Delle Regioni è Cresciuta Oltre il Triplo Del Tasso di Inflazione


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Dal 2000 la spesa delle Regioni italiane è cresciuta del 75,1%, contro una crescita dell'inflazione del 22,1%. A riferirlo è l'ultima indagine dell'ufficio studi della Cgia di Mestre sulla gestione della finanza pubblica. In concreto spiega l'associazione le uscite complessive delle nostre regioni sono passate dai 119,3 miliardi di euro del 2000 ai 209 miliardi del 2009. Facendo una distinzione tra le spese delle Regioni a statuto speciale e quelle a statuto ordinario emerge che le prime sono cresciute dell'89% mentre le seconde del 70,6%.
Nella classifica degli “spendaccioni” troviamo al primo posto l'Umbria, con un aumento di spesa del 143,7%, seguita dall'Emilia Romagna (+140,3%), Basilicata (+115,2%), Piemonte (+91,8%) e Toscana (+84,6%). Viceversa gli aumenti percentuali minori si sono registrati in Campania (+40,3%), nel Veneto (+40,9%) e nella Provincia Autonoma di Trento (+43,2%). In termini di spesa pro capite la testa della classifica spetta nel 2009 alla Valle d’Aosta con uscite per 13.182 euro, seguita dalla Provincia di Bolzano (10.013 euro) e da quella di Trento (8.465 euro). Quelle con la spesa pro capite più bassa sono state invece la Lombardia con 2193 euro, seguita dalla Puglia (2406 euro) e dalle Marche (2533 euro).
Nel commentare questi dati il segretario dell'associazione, Giuseppe Bortolussi, ha voluto sottolineare che non sempre maggiore spesa è sinonimo di spreco o di una cattiva gestione della finanza pubblica. Soprattutto, al Centro- Nord, ha proseguito Bortolussi, : “Chi ha investito in questi ultimi 10 anni in maniera importante sulla sanità e sull’assistenza sociale, oggi può contare su livelli di qualità e di quantità dei servizi offerti ai propri cittadini che sono tra i più elevati d’Europa”. Però l'associazione fa notare come alcune Regioni, tipo quelle a Statuto Speciale, presentano livelli di spesa che sono solo in parte coperte dalle entrate proprie. Il risultato di questa situazione è che la specificità di alcuni territori è garantita dallo sforzo fiscale fatto dai contribuenti delle realtà a Statuto ordinario, un meccanismo che secondo Bortolussi: “Va progressivamente eliminato per il bene di tutti”.


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Secondo quanto riporta la Cgia, inoltre negli ultimi dieci anni la voce di spesa che ha subito l'incremento maggiore è stata quella dell’Assistenza sociale (+185,8%), seguita dagli oneri non attribuibili (+112,6%), dall’istruzione e la formazione (+86,9%) e dalla sanità (+74,3%). Le funzioni che invece sono aumentate di meno in termini percentuali sono state l'edilizia abitativa pubblica la cui quota di spesa è addirittura calata del 18,1% (-626 milioni), seguita dagli investimenti in Sviluppo Economico (+30,5%%) e da quelli per il Territorio (+45,8%).
In termini assoluti, oltre la metà dell’aumento della spesa totale è attribuibile alla sanità, con una crescita di 45,9 miliardi di euro, su un totale di 89, 65 miliardi.

[Via: CgiaCgia ]

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