Sabato, 7 Dicembre 2019

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Ocse: Crescita Dei Paesi G7 Oltre le Aspettative, ma l’Italia Rimane il Fanalino di Coda


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Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha pubblicato i dati relativi all’odierna situazione economica dei paesi del G7, da cui emerge un netto miglioramento, tale da poter considerare la crescita come oramai avviata ed in grado di sostenersi anche senza politiche di sviluppo. Il consolidamento dei bilanci rimane però una priorità per le pubbliche amministrazioni, anche la spinta più forte proviene dal settore privato.
Secondo il capo economista dell’organizzazione, Carlo Padoan, le prospettive di crescita si sono rivelate ad oggi più rosee rispetto alle aspettative, anche se il problema della disoccupazione persiste e rappresenta il vero intoppo per lo sviluppo economico dei paesi g7. Il tasso di disoccupazione è infatti oggi superiore del 2% rispetto ai livelli pre-crisi.
Ovviamente, tra i paesi del g7 rappresenta un caso a parte il Giappone, inevitabilmente bloccato dal punto di vista economico dopo il terribile terremoto-tsunami dello scorso mese e per il quale sono state dunque riviste al ribasso le varie stime.
Nel secondo trimestre del 2011, l’Ocse ha stimato per i paesi del g7 un tasso di crescita vicino al 3%; la stima di crescita più elevata è quella del Canada, con il +5,2% (dato annualizzato), seguito dalla Germania con +3,4, dalla Francia con +3,4%, dagli Stati Uniti con +3,1% dal Regno Unito con +3% e dall’Italia con +1,1%.
Tra i paesi del g7, dunque, l’Italia è il fanalino di coda, con un tasso di crescita notevolmente più basso rispetto alla media.


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Come sottolinea Padoan, in Italia pesa ancora soprattutto il problema della disoccupazione, un fenomeno di lungo periodo che non può essere messo in relazione esclusivamente al periodo di crisi, ma andrebbe bensì affrontato attraverso apposite politiche di sostegno al lavoratore, per il quale il potere in fase di contrattazione rimane molto basso.
Altri fattori che frenano in maniera importante la crescita del nostro Paese sono, secondo Padoan, la scarsa propensione all’innovazione, i costi amministrativi troppo elevati, il costo del lavoro troppo alto ed un sistema di imprese di dimensioni troppo piccole, il che implica meno investimenti nell’innovazione.
Segno positivo, dunque, per la crescita in Italia, ma la differenza rispetto agli altri paesi del g7 è decisamente netta.
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