Lunedi, 18 Giugno 2018

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Ocse: il Pil Italiano Tornerà ai Livelli Pre Crisi Solo nel 2014, Occorrono Riforme per la Crescita


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economia italiana ha superato la fase peggiore della crisi e sembra indirizzata verso una ripresa, sebbene la forza di questa ripresa rimane incerta. É questo il quadro che emerge nel rapporto economico dedicato all'Italiarapporto economico dedicato all'Italia   redatto dall'Ocse. Secondo L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico la crescita del nostro Paese rimane bassa e non tornerà ai livelli pre crisi (2007) prima del 2014. Per quest'anno il Pil è previsto in crescita dell'1,2%, (un decimo di punto in meno di quanto dichiarato a Novembre) mentre per  il prossimo ci si attende un incremento dell'1,6% (in linea con le precedenti stime). La crescita media del triennio 2010-2012 dovrebbe essere dell'1,4%. Il rafforzamento della crescita, si legge nel rapporto, deve essere una priorità per il nostro Paese, anche in considerazione dell'elevato debito pubblico che pesa sempre sulle nostre teste. Rimangono prioritarie perciò riforme strutturali che accelerino il ritmo di crescita che nello scorso decennio è stato decisamente basso. È necessario puntare su politiche fiscali, scrive l'Ocse, che abbiano come obiettivo : “il consolidamento nel breve termine e la sostenibilità nel lungo periodo”. Bisognerà poi proseguire sulla via delle liberalizzazioni abbracciando aree finora rimaste inesplorate come ad esempio quella dei trasporti. La riforma della Pubblica Amministrazione sembra essere la via giusta, sebbene debba essere elevato il livello di efficienza della macchina amministrativa italiana .
Per tornare a crescere bisogna anche correggere le storture presenti nel mercato del lavoro, a cominciare dalle barriere presenti a livello amministrativo e relative alla concorrenza. Occorre poi migliorare il sistema scolastico e rivedere il pesante sistema della tassazione.


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Sul fronte dei conti pubblici, l'Ocse plaude alla politica di rigore tenuta negli ultimi due anni dal governo italiano, tuttavia, si legge nel rapporto: “nel breve e nel medio termine, l'elevatissimo peso del debito pubblico potrebbe esporre l'Italia a vulnerabilità di bilancio".
Le previsioni del deficit rispetto al Pil sono  di 3,9% nel 2011 e di 2,6% nel 2012, quindi all'interno dell'obiettivo concordato con l'Europa di contenimento del deficit al 2,7% del Pil (nel 2012). Per l'Ocse dal 2013 potrebbe essere richiesto un ulteriore consolidamento, visto che proprio in quell'anno scadrà il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici previsto nei programmi di spesa 2011-13. Inoltre per quella data, potrebbe rendersi difficile, spiega il rapporto, contenere le spese delle regioni nel corso del passaggio al federalismo fiscale. In questi casi la ricetta dell'Ocse prevede tagli aggiuntivi alla spesa, integrati eventualmente da misure per aumentare le entrate come l'allargamento della base imponibile, ottenibile eliminando molte agevolazioni fiscali e aliquote ridotte.

 

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