Sabato, 18 Gennaio 2020

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RELAZIONE SUI CONTI ECONOMICI: LA SPESA PUBBLICA VOLA E IL RAPPORTO DEFICIT/PIL CRESCE DEL 10%


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Relazione sui Conti Economici: la Spesa Pubblica Vola e il Rapporto Deficit/Pil Cresce del 10% | Pubblica Amministrazione | Istat |

L'Istat ha pubblicato oggi un rapporto dettagliato sui conti economici e i sui principali aggregati annuali del settore delle Pubbliche Amministrazioni. Secondo quanto rilevato dall'Istat gli effetti della crisi già evidenziati nel 2008, si sono manifestati appieno nel 2009, provocando una riduzione delle entrate, un aumento della spesa e un peggioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici. Si rileva, nel conto economico italiano, un peggioramento dell'incidenza del indebitamento netto sul PIL, che passa dal 2,7% al 5,3%. In valore assoluto l'indebitamento italiano risulta pari a 80800 milioni di euro, in crescita di 38,225 milioni di euro rispetto al 2008.
Nel 2009 il rapporto tra indebitamento netto e PIL dell'Italia è inferiore dell'1% rispetto alla media dei paesi dell'Eurozona (Europa a 16) e del 1,5% rispetto al totale dei Paesi dell'Unione Europea (Europa a 27), rispettivamente -6,3% e -6,8%.
Gli effetti della crisi hanno sconvolto i conti di tutti i Paesi Europei, infatti, per la prima volta tutti i Paesi presentano un Disavanzo di Bilancio. Risulta particolarmente alto l'indebitamento di Irlanda (-14,3 per cento), della Grecia (-13,6 per cento), della Spagna (-11,2 per cento) e del Portogallo (-9,4 per cento), quelli che vengono attualmente riconosciuti come Paesi PIGS, Club poco esclusivo di cui abbiamo fatto parte (e forse condividiamo ancora) anche noi Italiani (PIIGS). Dall'altra parte i Paesi con l'indebitamento più basso sono la Svezia (-0,5%) e il Lussemburgo (-0,7%). Il saldo primario italiano per la prima volta dal 1991, rileva l'Istat, è negativo e pari al -0,6% dell PIL, in calo di 3, 1 punti percentuali rispetto al 2008


SPESA PUBBLICA.
La spesa pubblica italiana (calcolata al netto della produzione dei servizi vendibili e al lordo degli ammortamenti) è continuata a crescere nel 2009 (+3,1%) anche se in maniera minore rispetto al 2008 (+3,6%). Ciò ha comportato comunque un aumento dell'incidenza della spesa pubblica sul PIL, passata dal 48,8% del 2008 al 51,9% dello scorso anno. Nel confronto con l'Europa, la spesa complessiva dell'Italia in rapporto al PIL è stata più alta del 1,3% rispetto alla media dei Paesi dell'Area Euro (Europa a 16) e di 1,2 punti percentuali rispetto alla media dei Paesi dell'unione Europea. L'incidenza maggiore della spesa sul PIL in Europa è stata registrata in Danimarca, (58,6%) seguita dalla Svezia (56,5%) e dalla Finlandia (55,6%).
I redditi da lavoro dipendente, che incidono di un quinto sul totale delle uscite sono salite dell'1%, con un ritmo inferiore rispetto al 2008 dove avevano fatto registrare un +3,6%, In generale la spesa per consumi finali delle Pubbliche Amministrazioni è salita del 3,3%, rispetto al +4,3% del 2008.
La voce più pesante per la crescita della spesa, è stata in Italia come in Europa quella relativa alla prestazioni sociali in denaro come pensioni, sussidi, trasferimenti alle famiglie. Nel 2009 queste spese hanno segnato un'incidenza del 36% sulle uscite e fatto registrare una crescite rispetto al 2008 del 5,1% . Tra gli ammortizzatori sociali si registra la crescita dell'indennità di disoccupazione per oltre 2 miliardi, la cassa integrazione guadagni (e le altre misure di integrazione al salario) cresciuta di oltre 1,5 miliardi di euro e gli interventi a favore delle fasce più deboli ( come il bonus famiglia) pari anch'esse a 1,5 miliardi di euro



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ENTRATE E PRESSIONE FISCALE
Nel 2009 le entrate sono diminuite di quasi due punti percentuali (-1,9%) a differenza di quanto fatto registrare negli ultimi due anni. La caduta del PIL ha permesso però che l'incidenza delle entrate su quest'ultimo sia in aumento rispetto al 2008, da 46,7 a 47,2. La pressione fiscale in rapporto al PIL è pari al 43,2% in aumento rispetto al 42,9% del 2008. Secondo le rilevazioni ISTAT l'Italia si colloca così al quinto posto, insieme alla Francia, in Europa per pressione fiscale. Ricordiamo a tal proposito che queste rilevazioni tengono conto anche dell'Economia Sommersa (secondo le disposizioni Eurostat), per cui, eliminando questa componente la pressione fiscale reale sale al 52% del Pil.
La diminuzione delle entrate è stata attenuata dalla componente straordinaria delle imposte, cresciute di ben 12 miliardi in valore assoluto, 5 dei quali provenienti dallo scudo fiscale .


RAPPORTO DEFICIT /PIL
In conclusione citiamo i dati del debito pubblico italiano in rapporto al PIL che si conferma il più alto d'Europa. Il rapporto deficit/pil è cresciuto nel 2009 di quasi 10 punti percentuali , attestandosi al 115,8 per cento, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni ‘90. Il divario con l'Europa è decisamente ampio, con una media nei 27 paesi dell'Unione pari al 73,6%. Dietro di noi troviamo la Grecia 115,1%, il Belgio 96,7%, l' Ungheria 78,3%, la Francia 77,6 per cento e il Portogallo. Il rapporto Istat, disponibile a questo indirizzo
disponibile a questo indirizzo, è possibile vedere la crescita del deficit italiano in rapporto al Pil dal 1984, anno in cui si attestava al 74,4% del PIL. Nel 1995 tale rapporto è arrivato al valore massimo del 121,8 del PIL

 

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