Credito, occupazione, crescita… Sono tutti temi che coinvolgono le Pmi, soprattutto in questi tempi di crisi. L’uscita dal tunnel, però, non può prescindere dall’instaurazione di un clima di fiducia e da una percezione di speranza riguardo al futuro. Quali sono le percezioni delle Pmi riguardo la crescita, l’occupazione e il credito? Si è posto questa domanda l’Osservatorio nazionale sul credito delle Pmi, organizzato da Rete Imprese Italia e da Artigiancassa. Ebbene, le evidenze che sono emerse contengono più ombre che luci.
Secondo l’indagine, le Pmi hanno fame di credito. Nel secondo trimestre, infatti, sono aumentate le imprese che si sono rivolte alle banche e agli istituti per finanziarsi, per ottenere un fido o per ricavare una rinegoziazione. Si è passati dal 17,8% al 21,7%. Parallelamente, il problema dell’accesso al credito ha dimostrato di essere più vivo che mai.
Le Pmi che hanno chiesto un prestito e hanno ricevuto somme pari o superiori a quanto richiesto sono solamente il 35,2% (rispetto al 38% di qualche mese fa). Di contro, le Pmi che hanno ricevuto addirittura meno di quanto richiesto sono aumentate (al 42% dal 31,5). Questi dati sono in contraddizione con la percezione che le Pmi hanno sul problema riguardo al credito.
Sullo sfondo, una situazione finanziaria abbastanza precaria. Sono più di un terzo le Pmi che temono di non poter soddisfare le proprie esigenze di finanziamento (il 33,7% in luogo del 32% del primo trimestre). In tal senso, appaiono in estrema sofferenza le imprese di costruzione e quelle dedite ai servizi per la persona. Peggiorano in generale le aziende del centro, ora vicinissime a quelle del meridione. Migliorano, seppur lievemente, quelle del nord-ovest.
Per quanto riguarda le percezioni sul futuro c’è poco da stare allegri. Le prospettive sull’andamento dell’economia sono generalmente negative. Il saldo tra outlook favorevole e sfavorevole è a -71, in luogo del -63 del primo trimestre. La fiducia più bassa ha sede presso le aziende che operano nel commercio, nei servizi e in quelle del sud.
A preoccupare è anche la percezione sull’andamento della propria impresa. Il saldo è qui del -44, in netto peggioramento visto che solo qualche mese fa si attestava al -31. Il pessimismo, in questo caso, la fa da padrone all’onnipresente sud e nelle imprese operanti nel settore delle costruzioni.
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