Mercoledi, 17 Luglio 2019

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ARRIVA IL SOCIAL LENDING TUTTO ITALIANO: PRESTIAMOCI.IT


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Nell'Articolo precedente abbiamo analizzato la situazione del mercato del social lending in Italia. Una situazione che potremmo definire paralizzata, vista la decisione della Banca D'Italia di “cancellare” dall'elenco degli intermediari finanziari, direttamente o indirettamente, le tre società presenti nel panorama italiano. In attesa di decisioni giudiziarie in merito e delle contromosse degli operatori estromessi dal mercato, una società italiana, prestiamoci.it mira a rilanciare il prestito sociale, inserendosi nel mercato italiano. Nell'articolo di oggi andremo ad analizzare le caratteristiche dell'offerta di prestiamoci.it ad un giorno dal lancio, fissato per il 1 ottobre 2009. Iniziamo col dire che prestiamoci.it ha ottenuto dalla Banca d’Italia l'autorizzazione a operare nell'ambito del prestito tra persone, per cui si ritengono superati i limiti che hanno portato alla sospensione di Zopa (parcheggio dei fondi su conto terzo prima dell'erogazione del credito). Proprio questo punto è chiarito da un'informativa che specifica come i flussi di denaro tra prestatori e riceventi , verranno custoditi da Banca Sella, che svolgerà sempre da tramite tra i fondi, mentre il resto della transazione sarà gestito tramite una applicazione web totalmente integrata con il sito. Questo aspetto costituisce una novità nel social lending, in quanto , l'idea principale vuole appunto mettere in contatto diretto gli utenti, tagliando fuori le banche e garantendo così tassi di mercato migliori. E' probabile che questo ricorso alla Banca, come garante dei fondi, rappresenti l'unica garanzia per non ricevere future obiezioni di legittimità da parte della Banca D'Italia.

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PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
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Rimarrà da valutare l'effettiva convenienza dei tassi del prestito sociale di prestiamoci.it ,“appesantito” dalla presenza di un soggetto come la Banca, rispetto ai canonici prestiti personali offerti dagli istituti di credito e agli altri prestiti sociali degli operatori attualmente esclusi dal mercato. Un'ulteriore novità rappresenta il target di prestiamoci.it che si rivolge, non solo agli utenti singoli ma anche alle piccole imprese “di qualità”, anche se nella nota non si coglie l'effettivo senso di questo termine. Diciamo che l'intero sito in versione non definitiva di prestiamoci.it appare un po' scialbo e poco ricco di informazioni concrete, mentre va rilevato come la decisione di aprire una pagina ufficiale su facebook, sia una scelta azzeccata e innovativa rispetto al panorama degli operatori presenti sul mercato. Se, infatti, l'idea di social lending punta a connettere gli utenti, non si può certo fare a meno di una pagina ufficiale sul social network più social che c'è. In attesa del nuovo sito non si possono fare analisi più approfondite in merito alle modalità operative e ai tassi di mercato, tuttavia si può ben ipotizzare come il compito di prestiamoci.it non sarà certo semplice. Se, infatti, da un lato si troveranno ad operare in un mercato senza concorrenti diretti, almeno inizialmente, dall'altro lato va rilevato come la sfiducia verso lo strumento del prestito sociale sia ai minimi storici. L'inibizione delle tre principali società operanti sul mercato avrà sicuramente lasciato strascichi e dubbi tra i consumatori circa la praticabilità del social lending. Dubbi che rappresenteranno un ostacolo da superare, in attesa di sviluppi da parte delle società inibite, infatti, sarà prestiamoci.it a dover rilanciare il concetto di social lending in Italia. Senza dimenticare che la presenza di un intermediario di garanzia come Banca Sella, potrebbe scoraggiare taluni circa le opportunità del social lending. Manca un giorno al lancio, non ci resta che aspettare!


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