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Mercoledi, 20 Giugno 2018

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Risparmio Energetico

L’Italia Punta Sulla Fusione a Freddo per Produrre Energia

fusione nucleare, Fast, Enea, La fusione nucleare a freddo è sempre stato il sogno degli scienziati di tutto il mondo. Per ora si può produrre energia solo con la fissione, ossia con il processo caratterizzato dalla scissione forzata degli atomi. Per intenderci, è il fenomeno sul quale sono basate le centrali nucleari, quello che produce tante scorie e radiazioni. La fusione nucleare, invece, avviene quando gli atomi, anziché spezzarsi, si uniscono tra di loro. E’ un traguardo importantissimo perché non produrrebbe scorie e, soprattutto, perché creerebbe tanta, tanta energia. La fusione nucleare, infatti, è un fenomeno che accade tutti i giorni, praticamente sotto gli occhi di tutti: è il principio di funzionamento delle stelle, e quindi anche del nostro sole.
Il problema più grosso è che ancora l’umanità non possiede la tecnologia adatta a controllare e gestire il processo di fusione nucleare. Ma forse ci sta arrivando, o quantomeno è sulla strada giusta.

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La Lampada a Micro Alghe Che Assorbe Più CO2 di Una Foresta

lampada micro alghe, emissioni CO2Qualche giorno fa abbiamo parlato della soluzione adottata in Inghilterra di depotenziare l'illuminazione stradale per risparmiare energia elettrica, costi e ridurre le emissioni di CO2. Oggi vogliamo parlarvi di una soluzione opposta, ovvero quella di installare lampade per ridurre la CO2. Sembra una pazzia, ma in realtà un progetto francese, pensato dall'Ingegnere Pierre Calleja si propone di fare proprio questo tramite l'utilizzo di particolari lampade che assorbono CO2. Queste lampade formate da un tubo fluorescente (ma possono avere anche altre forme) contengono un liquido e delle micro alghe che si nutrono di anidride carbonica, rilasciando ossigeno. Calleja che studia le alghe fin dal 1980 è convinto di aver trovato una soluzione geniale al problema delle emissioni di carbonio, in grado di combattere il riscaldamento globale in maniera più efficace rispetto a quanto fatto fin'ora.   

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Auto Ibride, Auto Elettriche, Ecco i Modelli Che Segneranno la Svolta

Renault Zoe, auto elettrica, emissioniL’elettrificazione dell’automobile, ossia la tendenza ad introdurre nelle vetture sistemi di alimentazione ad elettricità, è un processo che pare inarrestabile. Il mondo ha bisogno di minori emissioni di CO2 e le auto elettriche inquinano la metà rispetto a quelle a motore termico (da sfatare comunque il mito dell’impatto zero). Molte case stanno progettando auto elettriche, la previsione è che a breve la nuova frontiera dell’auto diventerà cosa di tutti i giorni, con buona pace dei produttori di petrolio.
Tutto ciò appare ancora più limpido se si guarda alle novità presenti al Salone di Ginevra. Sembra che il futuro sia a portata di mano nella fiera espositiva più importante del settore automobilistico. La parte del leone, in quest’ultima edizione, la stanno facendo principalmente due modelli: la Toyota Yaris Hibrid e la Renault Zoe.

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Energie Rinnovabili: Grande Sviluppo Nell'Unione Europea

Energie rinnovabili, technology map, Unione EuropeaL’Unione Europea ha diffuso un rapporto che illustra la situazione delle energie rinnovabili nel mondo e in special modo in Europa. Il documento è stato redatto dalla Joint Research, struttura che fa riferimento alla Commissione Europea. Prende il nome di “Technology Map 2011Technology Map 2011” e oltre a contenere dati sull’attualità delle fonti rinnovabili, offre delle direttive. Il traguardo che la Joint Research si è configurato è quello di dare un supporto concreto alle aziende e ai governi (locali e nazionali visto che in molti paesi lo sviluppo delle rinnovabili coinvolge due livelli diversi di amministrazione) affinché raggiungano i target che l’Unione Europa ha fissato per il 2020.
La Technology Map ha fotografato lo sviluppo di 15 tecnologie caratterizzate dalla bassa emissione di carbonio. Ha altresì descritto la situazione dell’industria dal punto di vista dell’efficienza energetica, e ha anche analizzato le prestazioni negli edifici.

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Kite Gen: Produrre Energia Rinnovabile Sfruttando i Venti ad Alta Quota

Kite Gen, eolico, venti ad alta quotaUno dei progetti più interessanti per produrre energia rinnovabile dal vento è sicuramente il Kite Gen. Si tratta di un progetto italiano che punta a sfruttare i venti di alta quota attraverso un profilo alare (Power Kite) collegato con dei cavi ad un asta di 25 metri a sua volta ancorata ad una piattaforma e che viene fatto librare fino ad un'altezza di (almeno) 800 metri. Mentre il profilo alare si gonfia e sale in quota i cavi si srotolano, facendo ruotare i cilindri su cui sono avvolti e producendo così energia elettrica. Una volta raggiunta la massima estensione, l'ala viene fatta “collassare” fino a 300 metri per poi essere riaperta e ricominciare il processo di produzione di energia. Il consumo di energia nella fase di discesa necessario per riavvolgere i cavi, è decisamente inferiore rispetto all'energia prodotta in fase di espansione, il che rende il processo di produzione di energia economicamente vantaggioso.

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Risparmio Energetico: Luci Spente Nelle Strade Meno Trafficate?

Autostrada, illuminazione, risparmio energeticoLa sicurezza stradale è fondamentale e purtroppo casi di incidenti evitabili ci invitano a riflettere sul numero di tratti pericolosi non sufficientemente illuminati. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia: quante strade periferiche e poco trafficate nelle ore notturne sono eccessivamente illuminate? Quanta energia si spreca contribuendo al cosiddetto inquinamento luminoso?
E’ questo lo spunto di riflessione che ha ispirato un nuovo esperimento messo in atto nel Regno Unito: il governo inglese ha infatti reso noto l’intenzione di depotenziare l’illuminazione (o addirittura eliminarla del tutto) in alcune strade considerate di classe A, ovvero qualificabili come dorsali e strade intermedie. Si tratta di migliaia di km di asfalto.
Il piano di risparmio energetico e di emissioni di CO2, rilasciato dall’Agenzia Highway ha già al momento coinvolto 80 chilometri di rete autostradale.

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Zeolite: il Minerale Che Produce Calore con l'Acqua, Presto Nelle Nostre Case

Zeolite, riscaldamentoLa zeolite è un minerale dalla struttura cristallina e microporosa caratterizzato da volumi vuoti interni ai cristalli che è in grado emanare energia termica, a contatto con l'acqua. Non si tratta di un minerale nuovo, in quanto fin dalla metà del 18° secolo Axel Fredrik Cronstedt ne aveva scoperto le caratteristiche, a partire dal processo inverso, ovvero che scaldando la zeolite era possibile ottenere grandi quantità di vapore acqueo. Ma perchè è importante questo minerale?
Semplicemente perchè sfruttando a dovere le peculiarità del minerale si può ottenere calore senza “troppi” sforzi, anche nelle nostre abitazioni ed in maniera ecologica (sebbene al momento non solo esclusivamente tramite la zoolite). A credere in questa possibilità è stata l'azienda Tedesca Vaillant, che ha progettato la prima pompa di calore alimentata a zeolite ed acqua (ZeoTherm) e che dovrebbe debuttare nei prossimi mesi sul mercato italiano.

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Eolico: il Calo Dei Prezzi Degli Impianti Porta Verso la Grid Parity

Wind farm, turbine, impianti eoliciGli incentivi alle fonti rinnovabili servono per veicolare gli investimenti verso queste fonti che in caso contrario, dal punto di vista economico risulterebbero meno convenienti rispetto ai comuni combustibili fossili. Questo ovviamente senza considerare le esternalità negative che le fonti fossili comportano. D'altra parte se il costo degli impianti diminuisce ecco che produrre energia da fonti rinnovabili diventa più conveniente ed è ciò che sta avvenendo da un po' di tempo nel mondo del fotovoltaico grazie alla forte concorrenza del mercato cinese. Ma anche l'eolico incomincia ad essere caratterizzato da questo tipo di fenomeno, almeno secondo quanto riportano gli analisti di Bloomberg NefBloomberg Nef, agenzia leader nelle valutazioni relative alle energie pulite. Infatti, secondo l'ultimo report sul prezzo degli impianti eolici, il Wind Turbine Price Index (WTPI), i contratti firmati nella seconda metà del 2011 con consegna 2013 hanno raggiunto il livello minimo per quanto riguarda i prezzi delle turbine.  

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Bioenergie: Possibile Far Coincidere Sviluppo Biocarburanti e Sicurezza Alimentare

bioenergie, biocarburanti, sicurezza alimentareLe biomasse agricole costituiscono un grande potenziale energetico per il nostro Paese e per il Mondo, tuttavia da più parti, il ricorso a questo tipo di fonte rinnovabile, viene visto in maniera negativa perchè può incidere sulla sicurezza alimentare delle popolazioni. L'obiezione più comune è che per creare energia in alcuni Paesi “ricchi” si mettano a rischio le comunità più povere, quelle che ogni giorno combattono contro la fame. Questo anche utilizzando colture di secondo raccolto, per il semplice fatto che comunque si toglierebbero terreni coltivabili con colture in grado di sfamare la popolazione.
Ma è possibile conciliare entrambe le esigenze? Ovvero far si che si possano sfruttare i vantaggi legati allo sviluppo delle bioenergie e al tempo stesso che la produzione di biocarburanti non vada ad incidere sulla sicurezza alimentare?  

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Il Metano Dà Una Mano All'Effetto Serra

metano, emissioni, anidride carbonica, effetto serraIn Italia il Metano rappresenta il principale combustibile per il riscaldamento domestico e per l'utilizzo in cucina, sebbene come abbiamo visto ben 8 milioni di famiglie utilizzino il GPL come combustibile domestico. Un'interessante ricerca realizzata dall'Istituto di biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibimet-Cnr) e pubblicata sulla rivista Environmental PollutionEnvironmental Pollution ha analizzato a partire dal 2005 i flussi di gas serra prodotti nell'ambiente urbano sia dell'anidride carbonica (CO2) sia del metano (CH4). Dicevamo interessante perchè si tratta della prima ricerca in letteratura di questo tipo ed in più perchè il team di ricercatori è guidato dall'Italiano Beniamino Gioli. Il metano produce anidride carbonica, quanto utilizzato ad esempio per il riscaldamento, per effetto della combustione, ma ha anche un effetto diretto (o forse sarebbe meglio dire indiretto) sull'ambiente.

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Come Si Riciclano Cellulari e Smartphone

cellulare, smartphone, ricicloChi di voi non ha almeno un cellulare, se non due? Probabilmente tutti. E quando avete comprato il modello che sfoggiate oggi? Non molto tempo fa probabilmente visto che, secondo le ultime statistiche, si cambia in media il cellulare o lo smartphone una volta l’anno. Ma se andassimo ad indagare su chi ha riciclato correttamente il vecchio cellulare il numero di coloro che passerebbe l’esame di impronta ecologica scenderebbe notevolmente. Molto spesso il cellulare che non si usa finisce nei rifiuti indifferenziati o a prendere polvere in un vecchio cassetto. Non sempre è una questione di insensibilità al problema ambientale: in alcuni casi si tratta di mancanza di strumenti e centri di raccolta ad hoc o anche di ignoranza sulle diverse soluzioni alternative. Eppure il vecchio telefonino o smartphone, come gli altri dispositivi elettronici, potrebbero essere riutilizzati in maniera intelligente.

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Troppo Poche le Città Ciclabili Italiane Sulla Base Del Modal Split

città ciclabili, mobilità ciclabile, modal splitAbbiamo visto che secondo la Fondazione Ania l'Italia è il terzo Paese in Europa per mortalità stradale in bicicletta, un dato critico che impone degli interventi a favore dei ciclisti e della mobilità ciclabile. Ma l'Italia è un Paese per ciclisti? E le città italiane sono ciclabili? A queste domande ha provato a rispondere il rapporto “Bici in CittàBici in Città” realizzato da Legambiente in collaborazione con Fiab e CittàinBici, incrociando i dati sulla mobilità ciclabile delle città italiane, sulla base del modal split. Quest'ultimo altro non è che un indicatore che misura il numero degli spostamenti effettuati in città con diversi mezzi di trasporto, raggruppandoli poi in due categorie: quelli “sostenibili” ( a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici) e quelli “insostenibili” ( in auto e moto).

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Quanto Costa All’Ambiente Produrre Carta?

carta, impatto ambientale, foresteCartoni, quaderni, carta assorbente, carta igienica, fogli A4: quanti di questi prodotti cartacei consumiamo quotidianamente? Ma quanto costa questa carta, non a noi in termini economici ma all’ambiente da una prospettiva ecologica? La risposta è: dipende. Dipende dagli strumenti e dai processi applicati dai produttori di carta. A rispondere più nel dettaglio è stato lo studio Environmental Paper Company Index 2012, che ha messo a confronto l’impronta ambientale di 19 grandi aziende del settore. Alla ricerca hanno partecipato spontaneamente anche alcune aziende italiane mettendo a disposizione i dati sull’impatto ambientale della loro attività. Le aziende sono state divise in tre categorie a seconda del tipo di carta prodotta e della destinazione d’uso della stessa: carta da stampa, imballaggi, e tissue (carta per usi igienico-sanitari).

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Nucleare: Mappa Delle Centrali e Del Rischio per Chi Risiede Vicino Agli Impianti

centrali nucleari, incidenti, rischioAd una settimana dall'anniversario del disastro nucleare di Fukushima (11 marzo), Greenpeace ha identificato con la mappa interattiva “ Quanto sei a Rischio?Quanto sei a Rischio?'” gli impianti nucleari presenti nel mondo. L'associazione ambientalista ha evidenziato sulla mappa 437 centrali nucleari attualmente attive nel mondo, ricordando che milioni di persone che vivono nelle vicinanze degli impianti sono a rischio di contaminazione in caso di incidente nucleare. Un pericolo che a seconda della tipologia di incidente è direttamente proporzionale alla vicinanza con gli impianti. Sostanzialmente più si è vicini più si è a rischio, ma questo assunto è vero anche in caso di corretto funzionamento delle centrali. Greenpeace ricorda infatti che non esistono reattori nucleari sicuri, in quanto gli ultimi 60 anni, nonostante le evoluzioni nella ricerca, sono costellati da incidenti nucleari, piccoli e grandi. Oltre ai casi più noti come quelli di Fukushima, Cernobyl e Three Mile Island ci sono state situazioni in cui si è arrivati vicini al disastro.

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Incollando il PM10 Alla Strada Se Ne Riduce la Concentrazione Nell'Aria

qualità dell'aria, inquinamento, particolato, PM10Secondo l'ultimo rapporto “Mal D'aria” di Legambiente nello scorso anno ben 55 capoluoghi su 82 monitorati (il 67%) non hanno rispettato il limite di 35 superamenti l'anno del valore massimo di PM10 ammesso, oltre i quali sussistono rischi per la salute. Rischi tutt'altro che marginali visto che si calcola che in media ogni cittadino perda 9 mesi di vita a causa dell'esposizione al particolato.
Posto che gran parte del particolato è emesso dalle automobili e che le automobili a “zero emissioni”, cioè quelle elettriche sono una realtà in crescita ma molto lontana dall'insediarsi nelle nostre città, è chiaro che vada trovata una soluzione e anche alla svelta. Da questo punto di vista è interessante l'ipotesi avanzata dalla Regione Piemonte, che si propone di incollare il particolato sottile alla strada per evitare che si diffonda nell'aria.

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Helios: la Grecia Ripaga il Debito con l'Energia Fotovoltaica

Helios, fotovoltaico, GreciaGià in passato avevamo presentato il Piano greco basato sullo sviluppo delle energie rinnovabili come soluzione per uscire dalla crisi, purtroppo le cose non sono andate proprio come allora si era previsto. Nel senso che l'esplosione del debito pubblico e i pessimi fondamentali hanno portato la Grecia sull'orlo del baratro, tanto che nemmeno i cospicui aiuti decisi dall'Unione Europea potrebbero riuscire a salvare il Paese da un default, che seppur pilotato, o selettivo come indicato da alcune Agenzie di Rating, resta sempre un fallimento del Paese.
Nonostante questa situazione grigia il Governo Greco, guidato da Lucas Papademos ha presentato ha Bruxelles un piano che prevede di ripagare il debito attraverso l'energia solare. Si tratta del progetto Helios, che prevede di realizzare impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 10 GW sui terreni demaniali greci (si parla di 200 chilometri quadrati) e di "esportare" l'energia elettrica prodotta all'estero per contribuire a risanare i conti del Paese.

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Scie Chimiche: Limiti e Verità Della Spiegazione Scientifica

scie chimiche, aerei, inquinamentoIn questi giorni si è riacceso il dibattito sulle scie chimiche. Alcuni avvistamenti in Italia hanno fomentato nuovamente il desiderio di sapere la verità. Ma qual è la verità che ci è stata fornita finora? E può essere considerata sufficiente e credibile? Facciamo il punto.
Chiunque alzando gli occhi al cielo può porsi delle domande circa la formazione di queste scie formate (d)al passaggio degli aerei ma oggi cercheremo di analizzare le risposte.
Sicuramente si tratta di un fenomeno di non intuitiva spiegazione e che lascia spazio a diverse interpretazioni.
La risposta più semplice è che si tratta di vapore acqueo presente nell’atmosfera, che si condensa per lo stimolo dei gas di scarico dei motori degli aerei sotto forma di goccioline o di cristalli di ghiaccio e che diventa visibile grazie alla riflessione della luce solare. In altre parole quindi possono essere definite come nuvole artificiali.  

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