Venerdi, 15 Novembre 2019

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Helios: la Grecia Ripaga il Debito con l'Energia Fotovoltaica


Helios, fotovoltaico, Grecia

Già in passato avevamo presentato il Piano greco basato sullo sviluppo delle energie rinnovabili come soluzione per uscire dalla crisi, purtroppo le cose non sono andate proprio come allora si era previsto. Nel senso che l'esplosione del debito pubblico e i pessimi fondamentali hanno portato la Grecia sull'orlo del baratro, tanto che nemmeno i cospicui aiuti decisi dall'Unione Europea potrebbero riuscire a salvare il Paese da un default, che seppur pilotato, o selettivo come indicato da alcune Agenzie di Rating, resta sempre un fallimento del Paese.
Nonostante questa situazione grigia il Governo Greco, guidato da Lucas Papademos ha presentato ha Bruxelles un piano che prevede di ripagare il debito attraverso l'energia solare. Si tratta del progetto Helios, che prevede di realizzare impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 10 GW sui terreni demaniali greci (si parla di 200 chilometri quadrati) e di "esportare" l'energia elettrica prodotta all'estero per contribuire a risanare i conti del Paese.

Si tratta di un progetto ardito quantomeno nell'obiettivo (anche se ragionevole per molti aspetti), ed interessante per tutto il resto, visto che se anche la Grecia malauguratamente non dovesse riuscire a salvarsi, prima o poi si riprenderà e potrà sfruttare nel miglior modo possibile questo nuova mega solarfarm. Il progetto è ancora in fase embrionale o poco più, come sottolineato dal Ministro per l'Ambiente e l'Energia greco, Giorgos Papakonstantinou, nel senso che si sta procedendo a creare la società che gestirà Helios (Helios S.A.) e ad individuare i terreni sui cui realizzare gli impianti fotovoltaici.
Secondo quanto diffuso da Atene, il progetto Helios avrebbe molteplici vantaggi. In primis Helios porterebbe il Paese greco a sfruttare una delle sue principali risorse, ovvero l'ottima irradiazione solare, un potenziale solare tra i migliori in Italia che attualmente viene (colpevolmente) sfruttato solo per il 2%.

Inoltre un tale progetto porterebbe la Grecia a superare i propri obiettivi europei previsti dal pacchetto Energia del 2020 e potrebbe aiutare gli altri Paesi a raggiungere i propri tramite l'esportazione di energia pulita. Infine un progetto di questo tipo potrebbe attirare investimenti dall'estero, perchè i terreni messi a disposizione per l'installazione degli impianti saranno privi di vincoli amministrativi e godranno di una connessione agevolata alla rete. Insomma meno burocrazia, uno dei grossi freni dell'economia greca (come del resto avviene anche in Italia) e garanzia di connessione “privilegiata” alla rete.
Il progetto che vede l'appoggio della Commissione Europea ha tra i suoi principali sostenitori/partner la Germania, Paese da un lato "boia" e dall'altro (possibile) salvatore dello Stato Greco che godrebbe dei maggiori vantaggi (ma non esclusivi) di Helios. Una sorta di corsia preferenziale per il fatto che la Germania ha in mano ( o quantomeno le ha avute) le sorti del Paese e del popolo greco. Da un punto di vista tecnico il trasferimento di corrente prodotta in Grecia da Helios pone in essere degli investimenti consistenti per quanto riguarda la rete elettrica, per cui è probabile che i Paesi che “importeranno” energia pulita lo faranno solo in termini statistici e non effettivi. Nel senso che l'energia verde viene conteggiata ai fini del raggiungimento degli obiettivi sulle rinnovabili previsti in ambito comunitario al 2020, mentre si pianificano le modalità operative e infrastrutturali per il trasferimento a lunghe distanze. Da questo punti di vista quattro sono gli scenari previsti:
 
Attivati subito
  • costruzione di un'infrastruttura di superficie che attraversi i balcani occidentali per un potenziale massimo di energia trasferita di 150 MW
  • costruzione di un'infrastruttura di superficie che attraversi i balcani orientali per un potenziale massimo di energia trasferita di 800 MW
  • costruzione di un'infrastruttura in parte di superficie e in parte sottomarina che colleghi la Grecia all'Italia (Puglia) per poi risalire lo stivale verso nord. Questo scenario prevede un potenziale massimo di energia trasferita di 500 MW
  • Costruzione di un'infrastruttura in parte di superficie e in parte sottomarina che passa sotto l'adriatico e collega la Grecia al Friuli Venezia Giulia e poi va verso l'Austria. Questo scenario prevede un potenziale di energia trasferita di 10 GW

RISORSE: 

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