Spesso ci siamo occupati del peso dei costi degli incentivi alle rinnovabili sulla bolletta, spiegando che gli aumenti sono solo marginalmente imputabili alle rinnovabili e che i costi sono da intendersi sovente come investimenti. Un'interessante analisi sul tema, interamente dedicata al fotovoltaico, è stata sviluppata da Dario Faccini di Aspo Italia che ha voluto considerare i costi e benefici del fotovoltaico in Italia.
Il punto di partenza sono i 13 GW di fotovoltaico già installati a fine marzo 2012, per i quali viene stimato un costo di incentivazione per 20 anni (Conto Energia) e un tasso sociale di sconto del 5% che portano il totale dei costi a 72,4 miliardi di euro.
Poi vengono stimati tutti gli altri costi che spesso vengono ignorati da chi porta avanti campagne contro le rinnovabili e che invece rappresentano voci di spesa consistenti in bolletta.
Tra questi troviamo ad esempio il decommissioning nucleare, lo smantellamento delle vecchie centrali (circa 20 miliardi) e gli incentivi Cip6 per le assimilate alle rinnovabili (altri 20 miliardi circa). Il tutto per un costo di 61,7 miliardi di euro, nel periodo 1998-2020.
Viene poi il turno di analisi dei benefici del fotovoltaico già installato, nel periodo 2012-2032. In questo caso abbiamo 1,16 miliardi per minor spese di quote CO2, 15,7 miliardi per l'abbassamento del prezzo dell'elettricità nelle ore di picco, circa 8 miliardi per minore esternalità negative ambientali e sanitarie (risparmi evitati rispetto ad aver utilizzato centrali termoelettriche) e 19,3 miliardi come valore di mercato dell'energia prodotta (per un totale di circa 44 miliardi di euro).
Dal confronto dei costi totali e dei benefici (togliendo a quest'ultimi il valore di mercato dell'energia prodotta che non si ripercuote su tutti i cittadini) si ottiene un valore decisamente superiore dei costi. C'è però da considerare un altro fattore: l'evoluzione della tecnologia fotovoltaica e il calo del costo dei moduli intervenuto negli anni. Infatti se avessimo installato nel 2006 i 13 GW di fotovoltaico presenti oggi in Italia avremmo speso circa 65 miliardi, mentre installandoli nel 2012 la cifra spesa scenderebbe a 24,7 miliardi di euro.
Da ciò si evince, secondo Faccini
, che il grande successo delle incentivazioni al fotovoltaico dei Paesi più avanzati ha perso di far abbassare il costo di installazione, che solo in Italia è sceso almeno del 60% in 6 anni.L'incentivazione, perciò ha permesso, oltre che di produrre energia, anche di creare le condizioni per un'economia di scala finalizzata all'abbattimento dei costi di installazione. Considerando questo ultimo punto si può dedurre che se oggi spendessimo 27 miliardi per installare altri 13 Gw di fotovoltaico avremmo benefici indiretti e diretti (valore elettricità prodotta) per circa 44 miliardi di euro. Ciò significa che il fotovoltaico è diventato un investimento largamente in attivo per la collettività. E ciò è stato possibile grazie agli investimenti fatti in passato, che ora continuando ad investire nel fotovoltaico si potrebbero recuperare.
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