Il mercato italiano delle energie rinnovabili è cresciuto del 125% dal 2000 al 2011, passando da una potenza di 18,3 GW, per lo più rappresentata dall'idroelettrico a 41,3 GW. Ben 23 GW, il 75% della capacità installata nel decennio sono stati aggiunti negli ultimi quattro anni. A favorire questo exploit ci ha pensato il fotovoltaico che alla grazie al conto energia è diventato una delle fonti rinnovabili più diffuse. Questi dati sono stati illustrati dal direttore divisione operativa del GSE (Gestore Servizi Energetici), Gerardo Montanino nel corso dell'Italian PV Summit di Verona. Secondo Montanino il fotovoltaico italiano è assolutamente da record con 9.300 MW di installazione nel 2011, (compresi i 3.500 MW del decreto “Salva Alcoa”) una potenza fotovoltaica tale da rappresentare più del 33% di tutti il mercato mondiale del 2011.
Insomma il 2011 è stato un anno d'oro per il fotovoltaico italiano che è risultato il primo mercato mondiale per potenza installata, mentre risulta essere il secondo per potenza cumulata con 12.700 MW, dietro solamente alla Germania (che ha però una potenza cumulata quasi doppia con 24.700 MW).
Negli ultimi cinque anni la produzione elettrica da fotovoltaico è cresciuta da 0,039 Twh/anno a 11 Twh/anno, il che ha permesso di abbassare il prezzo di picco dell'energia elettrica durante la giornata.
Secondo quanto ha illustrato Montanino, il 49% della potenza installata in Italia è su terreno, il 41% sui tetti, mentre il 6% è rappresentato da pensiline e serre fotovoltaiche.
Interessante il dato relativo si settori industriali dal quale emerge che il 65% della potenza degli impianti fotovoltaici è connessa al settore industriale, il 13% all'agricoltura e il 9% al settore residenziale.
Inoltre si contano circa 16.350 impianti installati sui tetti nell'ambito della bonifica dell'amianto per un totale di 1.340 MW. Un beneficio concesso fino al quarto conto energia e che invece pare escluso dal quinto conto energia che dovrebbe essere approvato a breve e scattare secondo le previsioni a luglio, salvo il raggiungimento della quota di 6 miliardi di euro annui di spesa per il fotovoltaico in data successiva. Il quinto conto energia è stato molto criticato dalle associazioni di categoria per il taglio degli incentivi e per la complicazione delle procedure di assegnazione, sostenendo che potrebbe causare un crollo nel settore. Speriamo che non sia proprio l'Italia a mettere fine al boom del fotovoltaico italiano.
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