Ogni volta che in Italia si parla di incentivi alle rinnovabili, si alza sempre un esercito di tromboni che, alcuni anche di rango istituzionale (come la stessa Autorità per l'Energia Elettrica) che sottolineano come questi incentivi pesino troppo sulle bollette dei consumatori, producendo più costo che benefici. Già in passato eravamo interventi sull'argomento, presentando i risultati di uno studio di Asso Energie Future e Grid Parity Project, da cui emergeva che nel 2011 il fotovoltaico sarebbe costato alle famiglie italiane solo 1,70 euro al mese. Oggi torniamo sull'argomento per presentare una monografia realizzata da ANIE/GIFI
proprio con l'intento di informare sui costi e i benefici derivanti dallo sviluppo del mercato fotovoltaico in Italia.
L'indagine si apre con una critica al Piano di Azione Nazionale, realizzato dal governo che sottostima il potenziale del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in generale, per quanto riguarda la produzione elettrica al 2020. Sebbene ad onor del vero quel piano comprendeva anche la componente nucleare nel computo totale dei consumi di energia, (componente che ora andrà eliminata dopo il voto referendario).
La non programmabilità della fonte fotovoltaica, una delle principali critiche all'aumento della capacità installata, è vero che pone delle questioni di stabilità della rete stessa. Tuttavia spiega il rapporto, questo genere di problematiche può essere risolto ricorrendo all'utilizzo di tecnologie per la gestione intelligente dell'energia, come le smart grid, oppure utilizzando dei sistemi di accumulo quali batterie o veicoli elettrici stessi, oppure utilizzando l'energia per il pompaggio idroelettrico.
Per quanto riguarda il contributo al Pil italiano, nel 2010 secondo le stime ANIE/GIFi,il settore fotovoltaico ha generato un volume di affari di 40 miliardi di euro pari al 2,5% del PIL. Una fonte di entrate fiscali, che secondo il rapporto è pari per 1,9 miliardi per ciò che riguarda le tasse pagate sugli incentivi e superiore ai 2 miliardi come gettito Iva derivante dalla vendita degli impianti fotovoltaici.
Ma andiamo ora ad analizzare i costi che i consumatori sostengono in bolletta per incentivare il fotovoltaico.
Nel 2010 il costo del sistema di incentivazione per lo sviluppo del settore fotovoltaico è stato pri a 826 milioni di euro, pari a circa 1/5 di quanto i consumatori finanziano con la componente A3 (circa 6 miliardi di euro) e pari a circa l'1,5% della bolletta elettrica totale. Insomma, spiegano da ANIE e GIFI non molto se si considera che nello stesso periodo gli investimenti in tecnologia di origine prevalentemente privata sono stati superiori ai 10 miliardi di euro. Secondo il rapporto insomma, la spesa dei consumatori in bolletta ha dato origine ad un effetto moltiplicatore, con importanti benefici per l'economia nazionale pari ad oltre 10 volte l'incentivo erogato.
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