Venerdi, 22 Novembre 2019

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Comprare la Laurea è Sempre Più Facile: Come Arginare il Fenomeno


comprare la laurea, laurea falsa

I recenti scandali che hanno coinvolto Renzo Bossi, il presidente ungherese Pal Schmitt, il ministro tedesco zu Guttenberg e il ceo di Yahoo Scott Thompson (solo per citarne alcuni), hanno riaperto il dibattito sui titoli di studio truccati: comprare la laurea sembra diventato sempre più facile, non solo per personaggi potenti o che rivestono ruoli pubblici.
Gli iter percorribili sono diversi: molti, che necessitano solo di una pergamena da appendere nello studio, ricorrono ad università non riconosciute. Il sito Instant degreesInstant degrees (laurea istantanea) ad esempio, promette lauree in cinque giorni e a prezzi irrisori. Spesso peraltro questi istituti semi-sconosciuti puntano ad assumere nomi simili a quelli di università prestigiose giocando sull’equivoco: c’è la Standford confondibile con la più nota Stanford, la Sorbon che rievoca la Sorbonne etc.  

Altri scelgono la via delle lauree false: in questo caso spesso ci si rivolge all’estero, proprio come ha fatto “Il Trota” o chi per lui. A dominare il mercato europeo del traffico di lauree taroccate è la Russia. Purtroppo in Italia (e non solo) sono in molti, e nei settori più disparati, a millantare titoli di studio inesistenti. Una vera e propria schiera di “professionisti” dai quali stare alla larga.

Ma il fenomeno andrebbe fermato all’origine: come impedire che vendere e comprare la laurea diventi un vero e proprio business?
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ha proposto di realizzare un’anagrafe telematica di lauree e diplomi (includendo in un secondo momento eventualmente anche i master). L’elenco sarebbe gestito dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e avrebbe l’obiettivo di rendere immediatamente visibile al pubblico quali sono i titoli validamente conseguiti e riconosciuti sul territorio nazionale.
Un’iniziativa che sicuramente servirà a tutelare maggiormente da questo tipo di frodi anche se è innegabilmente la mentalità con cui ci si approccia a questo tema che va mutata: negli altri Paesi infatti, i falsi dottori smascherati, non hanno altra via che dimettersi. Da noi invece, dopo lo stupore e l’ironia iniziali, si tende a dimenticare tutto, presi da altre notizie. E così anche chi ha vantato titoli di studio falsi continua ad essere riciclato in ruoli pubblici.  
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