I dati del 2011 confermano il successo delle lauree online, considerate più “democratiche” dei classici percorsi di studio in ateneo per la possibilità di conseguire il titolo, offerta anche a lavoratori impegnati full time o residenti in zone prive di strutture ad hoc per frequentare le lezioni. E’ probabilmente questa la ragione che ne giustifica il successo costante dal 2003, anno di istituzione, ad oggi, a fronte di un calo di iscrizioni in alcune facoltà tradizionali. Basti pensare che nel 2010/2011 gli iscritti a corsi di laurea online sono aumentati del 41% rispetto all’anno accademico precedente, passando da 29mila del 2009/2010 a 42mila.
Un trend che ha convinto molte aziende private e istituzioni a siglare accordi con i maggiori 11 atenei online in Italia.
Ma quando il diritto allo studio diventa business è inevitabile che nascano anche dubbi sulla validità e la qualità dell’offerta ma soprattutto sul riconoscimento legale della laurea online.
Il Cnvsu già due anni fa aveva condotto un dossier illuminante per porre l’accento sulla qualità dei servizi erogati dalle università online. In particolare era emerso che molti noti corsi di laurea online contavano su docenti non di ruolo e su risorse finanziarie insufficienti per garantire un’offerta didattica discreta.
Un altro punto debole è rappresentato dal riconoscimento ai fini della laurea dell'attività lavorativa svolta dallo studente che in questo modo accelera il percorso per il conseguimento della laurea online. Una previsione di cui si intuisce la ratio e che di per sé sarebbe anche lodevole ma che inevitabilmente comporta il rischio, nell’Italia delle scorciatoie, di benefici impropri (secondo i dati del Miur nel 2005-06 sono stati attribuiti crediti formativi da lavoro al 93% degli studenti: decisamente troppi per non far nascere il sospetto di riconoscimenti facili e poco realistici). Fabio Mussi, allora ministro, nel 2007 impose dei limiti ma ancora oggi le percentuali sono decisamente sopra una ragionevole media.
L’offerta peraltro è molto variegata anche nei prezzi e questo lascia intuire che non sempre la qualità prevalga. Le ispezioni del Cnvsu fanno emergere università online molto ben strutturate e al contrario centri piccoli e poco professionali.
In attesa che venga varato il testo del regolamento sui criteri di accreditamento delle università a distanza proposto nella Finanziaria 2007, la valutazione della serietà dell’ente spetta alla ragionevolezza dello studente.
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