L'Osservatorio Nazionale
Federconsumatori ha presentato i risultati di un'interessante
indagine sui costi delle tasse universitarie degli atenei italiani.
Dal punto di vista metodologico lo studio ha suddiviso le regioni
italiane nelle tre classiche aree geografiche (Nord, Centro e Sud) e
per ognuna di queste ha individuato le tre regioni con il maggior
numero di studenti. Per il Nord le regioni selezionate sono state
Lombardia, Piemonte e Veneto; per il Centro Lazio, Toscana e
Emilia-Romagna, e per al Sud, Campania, Puglia e Sicilia.
In ognuna delle
regioni, infine, sono stati individuati due atenei in base sia al
numero degli iscritti sia secondo la classifica presentata dal
Censis relativa allo scorso anno. Dal punto di vista delle fasce di
reddito sono state individuate 5 fasce di reddito sulla base dei
valori ISEE.
Federconsumatori ha poi derivato i
costi degli atenei, sulla base delle informazioni reperite sui siti e
sulle guide delle Università.
PRINCIPALI RISULTATI
A livello territoriale lo
studio sottolinea che gli atenei del Nord sono più cari del 13,13%
della media nazionale se si considera la prima fascia (la più
bassa), mentre la differenza rispetto alla media risulta superiore di
quasi un terzo (31,92%) per la fascia più alta. Le tasse al Centro e
al Sud risultano invece quasi sempre inferiori alla media. Il divario
tra i costi registrati al Nord e quelli del Sud è molto ampio, si
passa dal 25,57% per la prima fascia a ben l'88,87% per la fascia
massima.
Gli atenei del Sud sono
quelli con le tasse più basse, con in testa lUniversità Aldo
Moro di Bari, anche se l'importo della retta varia in funzione del
merito degli studenti. Al secondo posto tra le università meno care
troviamo l'Alma Mater di Bologna che considera come fascia base
quella che arriva a circa 20 mila euro di ISEE, soglia
al di sotto
della quale gli studenti pagano il 55% in meno rispetto alla media
nazionale.
Dall'altra parte l'ateneo
più caro risulta, per la prima fascia, lUniversità degli studi
di Parma con una retta di 865,52 Euro annui per le
facoltà
scientifiche e di 740 Euro per quelle umanistiche, pari al 71% in più
rispetto alla
media nazionale.
Al secondo posto si piazza
l'Università degli studi di Milano con una retta annuale di
685
Euro per le facoltà umanistiche e 789 Euro per le facoltà
scientifiche.
Federconsumatori rivela che
generalmente le facoltà scientifiche hanno un costo maggiore dell'8%
nella maggior parte delle fasce rispetto alle facoltà umanistiche
RAPPORTO TASSE UNIVERSITARIE
E REDDITI
Federconsumatori ha anche
analizzato il rapporto tra dichiarazioni dei redditi e tasse
universitarie. Da questo studio emerge che la maggior parte delle
famiglie monoreddito di lavoratori autonomi stando ai dati del
Ministero dellEconomia del 2009, rientrano nella
seconda fascia
ISEE considerata, e quindi pagano in media una tassa annuale
universitaria pari a 535,34 Euro. Lo stesso importo pagato da una
famiglia
(sempre monoreddito) di un operaio non specializzato.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
[Via: Federconsumatori ] |
|
|
|
RISORSE:
-
Ocse: bocciata la scuola italiana. il nostro paese ultimo per spesa pubblica nell'istruzione
- Modello 730: detrazione irpef del 19% per le spese sostenute per l'istruzione degli studenti
- La pressione fiscale reale sale al 52% ma il maggior peso tributario rimane sulle spalle del nord
- Lavoro non regolare ed evasione spingono l'economia sommersa al 17,5% del valore del pil
- Istat: il 10,8% delle famiglie è relativamente povero,mentre 1162 sono in stato di assoluta povertà
- Un precario su due ha la licenza media, il 16,6% è laureato e il 35% risiede nel mezzogiorno
- Rapporto giovani laureati e lavoro: solo il 5,46% viene assunto a tempo indeterminato
| < Prec. | Succ. > |
|---|





