Venerdi, 22 Novembre 2019

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Vendita Tesi Di Laurea: Analisi degli Aspetti Legali


tesi di laurea, università

Nella recente riscoperta della lotta all’evasione fiscale è stato coinvolto anche il settore universitario: oltre a lezioni private in nero emerge il business della vendita delle tesi di laurea. Si tratta di una tendenza talmente accettata pacificamente che online se ne parla senza giri di parole nei forum. Il prezzo per una tesi di laurea cambia a seconda della facoltà e che si tratti di laurea triennale o di laurea specialistica: si va in media dai 450 ai mille euro (escluse eventuali traduzioni o materiale da comprare sotto richiesta del professore). Sono previsti anche pagamenti a rate, con la consegna del lavoro parziale e graduale. I tempi sono incredibilmente rapidi: perfino due settimane possono bastare se lo studente ha le idee chiare su argomento e indice.

Il tutto ovviamente in nero anche se esistono anche offerenti disposti a fatturare il lavoro, ovviamente omettendo di descrivere in cosa consista veramente. Ma l’evasione fiscale non è l’unico aspetto illegale della faccenda. Si può configurare un reato?


VENDITA DI TESI DI LAUREA: ASPETTI LEGALI
Se chi vende una tesi di laurea fatturasse il lavoro ammettendo paradossalmente di aver scritto per altri un lavoro di fine carriera universitaria, rischierebbe al massimo una multa. La sanzione pecuniaria può lievitare se il servizio viene pubblicizzato su giornali o siti internet. Fino a qualche anno fa prendere soldi per scrivere tesi comportava un rischio di reclusione fino a sei mesi, ma nel 1999 la scrittura di tesi per altri dietro pagamento è stata cancellata dal codice penale.

Resta invece un reato presentare una tesi di laurea comprata e spacciarla come un proprio lavoro: la pena prevista è la reclusione da un minimo di tre mesi ad un massimo di un anno. Ma non solo: se il reato viene a galla dopo il conseguimento della laurea la pena di reclusione minima è di sei mesi. A ciò si aggiunge poi il reato di plagio: se chi scrive la tesi non lo fa in modo professionale ma copia da altri senza citare le fonti il laureato rischia anche la perdita del titolo di dottore. E nell’era di internet, essendo il copia incolla molto diffuso anche da chi vuole fare il furbo pur non commissionando ad altri la tesi, i docenti si sono attrezzati per individuare ogni forma di “scopiazzamento”. Ci sono infatti molti strumenti informatici che permettono di evidenziare plagi partendo da poche parole allineate in un testo (da Google Books a servizi antiplagio specifici).


PERCHE’ E’ PIU’ FACILE SPENDERE SOLDI CHE SCRIVERE
Quello che spinge la maggior parte degli studenti a comprare una tesi di laurea è sicuramente la mancanza di tempo da dedicare all’elaborazione. Le università telematiche hanno avuto il merito di estendere il diritto allo studio anche a chi lavora a tempo pieno ma riuscire a conciliare studio e lavoro resta molto difficile e comprare la tesi rappresenta una scorciatoia allettante. Un’altra possibile ragione è messa in luce da una ricerca del Network Athena: l’emergere del "pensiero destrutturato" tra gli studenti universitari che rende difficile elaborare uno scritto lineare e critico.  

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