Mercoledi, 22 Agosto 2018

Back Telefonia Tariffe Cellulari: l'Agcom Abbassa i Costi Delle Chiamate da Fisso a Mobile

Tariffe Cellulari: l'Agcom Abbassa i Costi Delle Chiamate da Fisso a Mobile


telefonia fissa, telefonia mobile, agcom

L’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha imposto agli operatori telefonici italiani di adeguare le tariffe sui cellulari alla media europea tagliando i costi della terminazione mobile. Si intuisce che si prospetta un risparmio per l’utente; ma cosa prevede nello specifico la direttiva e quanto effettivamente converrà questo cambiamento?
Partiamo con il definire il costo di terminazione mobile: questo rappresenta in sostanza la tassa che gli operatori di rete fissa pagano a quelli mobili per agganciarsi alla loro linea. E’ per questo che chiamare un cellulare da un numero fisso è stato finora particolarmente costoso. Ma la Commissione Europa ha ritenuto queste tariffe sproporzionate in un mercato già avviato come quello della telefonia.

Le riduzioni saranno graduali. Attualmente l’operatore di rete fissa (a prescindere da quella che è la tariffa offerta all’utente) paga 5,3 centesimi al minuto per Tim, Vodafone e Wind, e 6,3 centesimi per H3g: a partire da luglio 2012 invece gli importi dovranno scendere rispettivamente a 2,5 e 3,5 centesimi. Da Gennaio 2013 si dovrebbe scendere ulteriormente (fino a 1,5 e 1,7 centesimi) per poi arrivare da luglio 2013 a 0.98 centesimi indistintamente per tutti gli operatori (secondo l’esempio attuale di Francia e Inghilterra).

Quest’obiettivo finale è quello che gli Stati europei avevano richiesto fin da subito. 
Ma cosa cambia concretamente per l’utente finale sulle tariffe? Secondo le stime dei Consumatori Associati, il taglio della terminazione mobile comporterà un risparmio complessivo pari a circa un miliardo di euro l’anno. Ma alcuni esperti di telecomunicazioni invitano alla prudenza e a non sopravvalutare i possibili effetti di questo cambiamento. Verosimilmente infatti il risparmio non sarà direttamente proporzionale alla livellatura dei costi. Potrebbe concretizzarsi quello che in economia è chiamato “waterbed effect”: proprio come quando ci si siede su un materasso ad acqua, il volume che si toglie sotto il nostro peso si sposta e crea un rigonfiamento in un altro punto. Di fatto quindi i prezzi saranno rimodulati in modo da compensare questa perdita. Del resto Wind e Vodafone hanno già lamentato che, in seguito ai tagli, avranno meno risorse da investire sulla rete 4G. 
La speranza è che Agcom, Antitrust e Associazioni dei Consumatori vigilino su questo tipo ti comportamenti segnalando eventuali abusi da parte degli operatori di telefonia mobile.

 RISORSE:


CREDIT
linh.ngânlinh.ngân by flickr


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Green Economy

greeneconomy

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed