Giovedi, 21 Giugno 2018

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Tagli ai Treni Regionali: a Rischio il Trasporto Dei Pendolari


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In Italia sono moltissimi i pendolari che tutte le mattine si spostano, per motivi di studio o di lavoro, sui treni regionali. I disservizi e i ritardi su queste linee purtroppo sono molto frequenti ma la cattiva notizia è che la situazione potrebbe precipitare a partire da gennaio 2012. E’ questo il dato più allarmante che emerge dal convegno organizzato dall'università Roma Tre in materia di liberalizzazione dei servizi ferroviari.
Nel suo intervento l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, ha sottolineato i rischi per l’andamento del settore, nell’ipotesi (tutt’altro che remota) in cui non verranno coperti i trasferimenti che non sono stati destinati per il 2012 per il trasporto ferroviario regionale. L’ammanco ammonta a quasi 2 miliardi di euro.  

La denuncia di Moretti è chiara: nella legge di stabilità non vi alcun accenno a fondi da investire per il trasporto ferroviario regionale. Purtroppo la speranza che il maxiemendamento varato dal Governo compensasse i tagli previsti dalla Finanziaria, è stata disattesa. In questa situazione il rischio è quello di non poter garantire quotidianamente e regolarmente il servizio a partire dal prossimo anno, se non ricorrendo all’aiuto delle Regioni per la copertura dei servizi.

Con un taglio così drastico mancano i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti e quindi garantire il servizio diventa un’utopia. La riduzione del servizio appare una prospettiva inevitabile. E impossibile diventa anche sostenere la concorrenza del servizio di trasporto regionale degli altri Stati Europei: in Germania e in Francia le rispettive compagnie, Deutsche Bahn e Fsfn, ricevono annualmente dallo Stato circa 2,8 miliardi in più rispetto alle Ferrovie italiane.
La mancanza di fondi potrebbe bloccare anche la gara indetta dalle Ferrovie dello Stato per l'acquisto di nuovi treni regionali. Critiche anche all’approccio della Commissione europea in tema di liberalizzazione: in particolare è stata sottolineata la mancanza di una direttiva comune a livello europeo imposta da Bruxelles. Ogni Stato è lasciato libero di fornire la propria interpretazione per quanto riguarda il metodo di emissione dei certificati di sicurezza e delle licenze, i criteri di standardizzazione del materiale rotabile, le regole d’accesso etc. Del resto per gli altri sistemi di trasporto le imprese operanti in Europa devono attenersi ad un tema centrale quindi la disparità di trattamento per i treni appare incomprensibile e illogica.
Moretti si è detto comunque ottimista, e certo che una soluzione sarà trovata per scongiurare tali conseguenze: i pendolari probabilmente sono meno speranzosi…
 
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