Venerdi, 23 Agosto 2019

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GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI E VENDITA DIRETTA LA FACCIA PULITA DEL SETTORE AGROALIMENTARE


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Gruppi di Acquisto Solidali e Vendita Diretta la Faccia Pulita del Settore Agroalimentare | Risparmio | Consumatori |

Proprio recentemente ci siamo occupati dei gruppi di acquisto solidali (o gas) cercando di descrivere le caratteristiche di un fenomeno in crescita, quello dell'acquisto di gruppo. L'idea è semplice e rappresenta una delle basi dell'economia, aumentare il numero di “pezzi” acquistati per ottenere un prezzo più conveniente, ottimizzando così anche i costi di trasporto. Nel caso dei gas però agli obiettivi di profitto tipici di un'impresa si sostituiscono fini più nobili come il risparmio, la ricerca della qualità dei prodotti e la socialità del sistema. La qualità dei prodotti è ricercata ad esempio attraverso la scelta di canali “alternativi” alla classica distribuzione, si pensi ad esempio alle tante aziende agricole per quanto riguarda i prodotti agroalimentari. Con socialità di sistema si intende, invece, la scelta dei gas più evoluti (dal punto di vista organizzativo) di privilegiare quei produttori che mostrano un rispetto maggiore per i diritti dei lavoratori o utilizzano come personale soggetti in difficoltà ( ex tossicodipendenti, lavoratori disabili etc). Il fenomeno dei gas, conta diverse realtà dalle più strutturate a quelle più semplici che nascono (e muoiono) continuamente, come quei mini gruppi di acquisto nati tra colleghi, famigliari, condomini, gruppi di amici per risparmiare sull'acquisto di alcune categorie di prodotti di interesse comune.
La ColdirettiColdiretti nell'analizzare le abitudini alimentari degli italiani (rapporto Coldiretti/Agri2000) ha definito nel 30% la crescita su base annua dei gruppi di acquisto cosiddetti strutturati, ovvero quelli che dispongono di una vera e propria struttura organizzativa al proprio interno. Nel 2009 si è passati dai 460 gruppi di acquisto del 2008 a ben 600 gas, decretando il forte aumento della tendenza degli acquisti di gruppo, soprattutto nelle città. La Lombardia è la regione con il Maggior numero di gruppi di acquisto solidali (con 160 Gas), seguita da Toscana (84), Piemonte (71), Veneto (51) ed Emilia-Romagna (51).
Per quanto riguarda i prodotti agroalimentari un crescente numero di gruppi di acquisto nasce con l'obiettivo di approvvigionarsi direttamente nei mercati degli agricoltori (farmer markets) o nelle imprese agricole in campagna, fuori dalle città, per assicurarsi l'origine, e la qualità dei prodotti.

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Diverse sono anche le modalità di acquisto che vanno dalla consegna a domicilio (esempio settimanale), fino alla raccolta personale del prodotto in campagna sull'albero o negli orti. E' questo il fenomeno del pick your own, ovvero della raccolta diretta in azienda da parte dei consumatori, che ha fatto registrare una crescita del 37,5% rispetto al 2008 delle aziende coinvolte (da 80 a 110). In questi casi il gruppo di acquisto solidale diventa sempre di più fenomeno di aggregazione sociale, tra membri del gruppo, oltre che una scuola del territorio, dove riscoprire le vecchie tradizioni contadine e le modalità di coltivazione e raccolta dei prodotti. La Coldiretti rileva anche una tendenza degli stessi produttori agricoli all'apertura delle proprie attività ai consumatori, soprattutto per quanto concerne la vendita diretta. Nel 2009 sono saliti a 63600 le aziende agricole, le cantine e le cascine dove è possibile acquistare direttamente i prodotti, con un aumento del 64 per cento rispetto al 2001 e del 7 per cento rispetto al 2008. L'acquisto diretto dal produttore, con un incremento del 11% del valore delle vendite, ha costituito nel 2009 la forma di distribuzione commerciale con la maggior crescita battendo nell'alimentare negozi ed ipermercati, con un fatturato totale stimato di 3 miliardi di Euro. Questi dati sono molto importanti soprattutto se consideriamo il periodo di crisi che ha caratterizzato l'economia anche nel comparto agroalimentare. In più il fenomeno dell'acquisto diretto in azienda, sia singolarmente che attraverso i gruppi di acquisto, costituisce un doppio vantaggio per produttori e consumatori. Ai primi garantisce un margine maggiore rispetto ai contratti stipulati con la grande distribuzione, permettendo loro così di puntare maggiormente sulla qualità dei prodotti piuttosto che sullo allo sfruttamento intensivo del territorio. Meno prodotti ma di qualità, nel rispetto del territorio e delle identità geografiche anziché dei gusti e delle mode di mercato. I consumatori dall'altra parte possono ottenere prodotti di assoluta qualità a prezzi inferiori, in quanto si accorcia la filiera saltando i passaggi (e i margini) dei grossisti e dei grandi supermercati. Per un approfondimento su questo ulimo aspetto, compresivo dell'analisi sui risvolti ambientali dell'agricoltura intensiva, vi consigliamo di leggere: “analisi degli effetti dell'agricoltura”
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Si ringrazia l'utente 1Happysnapper (photography)1Happysnapper
(photography) di flickr per l'immagine


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