Martedi, 16 Ottobre 2018

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CRESCE LA PIRATERIA IN ITALIA, QUASI 4 ITALIANI SU 10 ACCEDONO A CONTENUTI COPERTI DA COPYRIGHT


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A due anni di distanza dall'ultimo report, l'Istituto di ricerche Ipsos ha presentato i risultati di una nuova indagine sul fenomeno della pirateria in Italia. I risultati emersi dalla ricerca sono simili a quelli di due anni fa, segno che in Italia la lotta al fenomeno non ha avuto risultati efficaci come altrove. Nello specifico il numero di pirati italiani è aumentato del 5% rispetto al 2009, con quasi quattro italiani su dieci che si dichiara tale (il 37% su un campione eterogeneo di 2017 intervistati). Il profilo tipo del pirata è rappresentato da un uomo giovane, di età compresa tra i 15 e i 34 anni, di buona istruzione e con una forte propensione all'uso della tecnologia. Fondamentalmente i pirati sono soddisfatti, secondo l'Ipsos, dei contenuti scaricati in termini di qualità, sia per quanto riguarda i film, che la musica che i videogiochi, facendo cadere la teoria che i contenuti della rete siano di pessima qualità. Va precisato, però, che la ricerca non ha espresso valutazioni sulla qualità dei files scaricati, ma ha riportato solamente l'opinione di coloro che li scaricano. Nello specifico, secondo l'Ipsos i dati di soddisfazione dichiarata risultano in crescita rispetto a due anni fa.
Tra le principali spinte al mondo della pirateria vi sono la mancanza di un'offerta legale, verso cui ha espresso interesse il 72% dei pirati abituali, il risparmio che si ottiene scaricando i film e i tempi più rapidi di reperimento (anche in termini di qualità di accesso). Queste due ultime motivazioni rappresentano la spinta al download illegale per un pirata su due. Tornando alla possibilità di un'offerta legale alternativa alla pirateria, quasi un quarto dei pirati abituali (24%) ha dichiarato che se esistesse non scaricherebbe più contenuti protetti da copyright.
Il report ha poi evidenziato che 7 pirati su dieci siano consci del fatto di commettere un reato sancito dalla legislazione italiana, una percentuale in crescita di 9 punti rispetto al 2009. Per l'83% dei pirati la forma più efficace di deterrenza risulta essere la denuncia privata, seguita da una fortemulta (78%), dal possibile distacco dalla rete (77%) e dall'avviso di violazione da parte degli Operatori Internet (73%).
Sul rapporto tra pirateria e cinema la ricerca ha evidenziato che tale fenomeno sia aumentato anche a causa della crescita della propensione a rimanere a casa, soprattutto per quanto riguarda la pirateria indiretta (ovvero quella dei DVD prestati), cresciuta del 5%.


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A questo si aggiunge anche l'aumento della diffusione della tecnologia che ha portato il lettore DVD ad essere il terzo bene tecnologico più diffuso nelle case degli italiani (nel 2009 lo possedevano il 63,8% delle famiglie). Ma se la tecnologia home video può aver aumentato la pirateria quella cinematografica potrebbe riportare i pirati verso il cinema. Secondo l'Ipsos, infatti, tre quarti degli intervistati che si sono dichiarati pirati ha visto e desidera vedere in futuro film in 3D al cinema.
Nel commentare i dati della ricerca Fippo Roviglioni, presidente Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva), ha sottolineato come nel corso dell'ultimo anno si stima siano stati commessi 384 milioni di atti di pirateria audiovisiva, con una crescita di quasi 30 milioni rispetto alla rilevazione precedente. L'impatto economico della pirateria è valutato intorno ai 500 milioni di euro persi per i canali legali, la maggior parte dei quali “sottratti” alla vendita (150 milioni) e al noleggio (130 milioni) dei supporti ottici, mentre per il cinema il valore perso è di oltre 100 milioni.

 

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