Mercoledi, 17 Luglio 2019

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In Italia l'Internet Economy Cresce Del 10% e Contribuisce al Pil per il 2%


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Secondo l'ultimo rapporto Istat sull'ICT sempre più imprese in Italia usano i computer e sonoconnesse ad internet, nello specifico 93,7% delle aziende con almeno dieci addetti del settore industriale e dei servizi si connette alla rete. La connessione tra internet e le aziende è dunque sempre più forte, suffragata anche dal fatto che l'utilizzo della rete per promuovere la propria attività contribuisce a far crescere maggiormente l'impresa. Questo è  quello che è emerso dalla ricerca “Fattore Internet” condotta da Boston Consulting e Google, sul rapporto tra l'Italia e Internet.
Secondo l'indagine le Piccole e Medie Imprese Italiane attive nel marketing o nella vendita in rete hanno registrato nell'ultimo triennio una crescita media dei ricavi dell'1,2%. Un dato che risulta enormemente positivo se si considera la forte contrazione che hanno subito le imprese in questi tre anni contraddistinti dalla crisi. Infatti, nello stesso periodo le imprese che stanno solo online con un sito web hanno visto il proprio fatturato calare del 2,4%, mentre quelle che non hanno nemmeno un sito del 4,5%. Inoltre se si considera solo l'esportazioni, le Pmi italiane più attive in rete hanno aumentato le vendite all'estero del 15%, quelle mediamente attive, dell'8% mentre quelle che risultano offline solo del 4%.
Ma qual è dunque il peso dell'internet economy italiana sul pil del nostro Paese?
La ricerca parla di una ricchezza prodotta di 31,6 miliardi di euro (dato 2010), pari al 2% del prodotto interno lordo italiano e in crescita del 10% rispetto al 2009. Si tratta di un dato in assoluto molto significativo, soprattutto se si pensa che il peso dell'agricoltura è del 2,3%, mache risulta un po' basso se confrontato con quello degli altri Paesi industrializzati d'Europa. Basti pensare, in proposito, che sempre secondo il Boston Consulting l'apporto dell'Internet economy è in Gran Bretagna pari al 7,2% del Pil e al 7,3% in Danimarca.
Il generale il dato italiano potrebbe essere corretto al rialzo se si considerassero anche i 7 miliardi dieuro dell'e-procurement della Pubblica amministrazione e i 17 miliardi di euro delle merci acquistate nel mondo reale ma cercate prima online, ma il raffronto con il resto d'Europa non cambierebbe, visto che anche per gli altri Paesi non sono state considerate queste voci. Tuttavia in questo caso l’impatto diretto e indiretto del web sull’economia italiana arriverebbe a superare i 55 miliardi di euro nel 2010, andando quasi a raddoppiare la quota sul Pil.

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Il futuro della web economy italiana sembra ancora più roseo visto che, secondo il rapporto, tra il 2009 e il 2015 si dovrebbe assistere ad una crescita annua compresa tra il 13% e il 18%. Ciò comporterà che nel 2015 l'internet economy italiana avrà un peso sul Pil compreso fra il 3,3% e il 4,3%, per un valore tra i 59 e i 77 miliardi di euro. il che significa che per ogni euro di crescita del Pil italiano da qui al 2015, in media 15 centesimi potranno essere riconducibili all’espansione dell’Internet economy.
Non tutti i dati del rapporto sono però positivi. Infatti, se si considera l'indice di intensità Internet, un parametro creato dallo stesso Boston Consulting sulla base di fattori quali:
  • la diffusione della banda larga
  • le spese per acquisti e pubblicità online
  • il livello di attività delle imprese, delle istituzioni e dei consumatori che usano Internet

il nostro Paese di colloca al penultimo posto fra i Paesi Ocse davanti alla sola Grecia.
C'è da sperare per cui che, migliorando questi fattori, i risultati in termini di crescita delle imprese e di Pil siano ancora maggiori. Ovviamente poco potrà essere fatto se a livello istituzionale (leggasi politico) la rete continuerà adessere vista come una minaccia e non come la risorsa che invece è.

   


 

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