Il Cnel (Consiglio Nazionale
dell'Economia e del Lavoro) ha pubblicato un interessante studio sul
tema dell'accesso alla casa dal titolo: La crisi degli affitti e
il Piano di edilizia abitativa: L'indagine analizza i problemi
attuali di ampie fasce della popolazione circa l'accesso alla casa e
fornisce anche alcune proposte per migliorare la situazione. Il
tema è di grande attualità, soprattutto perchè la crisi economica
ha "aumentato" le fasce di popolazione che non sono in grado di
sostenere i costi legati alla casa.
Tra coloro che hanno difficoltà
a sostenere limpegno di
un acquisto o di un affitto, vi sono
sicuramente i giovani, che viste le scarse possibilità abitative
del sistema sono costretti a continuare a vivere con le famiglie. Per
maggiori approfondimenti sulle difficoltà
di accesso alla casa, soprattutto dei giovani, consigliamo la relazione dell'Abi,
sull'indice di abitabilità.
Allo stesso modo chi ha invece già in
corso un mutuo, o vive in affitto, risulta sempre più in difficoltà
a causa dei problemi lavorativi e del minor reddito disponibile. La
conseguenza di queste difficoltà economiche si può riscontrare nel
grande aumento della morosità da cui il
notevole aumento degli
sfratti che colpisce soprattutto i pensionati, le giovani
famiglie e
gli immigrati.
Il Cnel rileva la mancanza di una rete di protezione
efficace in grado di assorbire le difficoltà di una crisi economica
come quella attuale. Positiva è sicuramente l'iniziativa dell'Abi
di sospensione
della rata del mutuo di 12 mesi per le famiglie in difficoltà,
ma risulta di portata troppo limitata di fronte all'ampia emergenza
abitativa. Per il Cnel è necessario attivare delle politiche di
sostegno nei confronti di coloro che hanno redditi bassi.
REDDITI BASSI ED AFFITTO
Il Cnel, nella sua analisi, fissa come
parametri di riferimento coloro che percepiscono un reddito fino a
14mila euro netti l'anno, o corrispondente indicatore ISEE. Per
questi cittadini si concentra il massimo del disagio abitativo, in
quanto sono costretti a destinare una porzione del proprio reddito
che va dal 63% al 94% per le spese abitative. Secondo il Cnel occorre
mettere in atto misure che riducano entro il 30% del reddito
disponibile la percentuale di spesa da destinare alla casa. Ciò
significa nel concreto portare la quota sostenibile del canone di
affitto intorno alla soglia di 250-300 euro/mese. Cifra che risulta
molto lontana dalla realtà attuale. Secondo le fonti citate
nell'indagine il mercato libero degli affitti si attesta intorno a
questi valori medi :
- 740 Euro per i contratti in essere
- 1100 euro per la stipula di un nuovo contratto
Valori inferiori del 10-20% si
registrano per i canoni concordati che però rappresentano meno del
15% del
mercato dellaffitto residenziale. Da ultimo troviamo i
canoni di edilizia sociale che però riescono a coprire solo una
piccolissima parte della richiesta.
Attualmente sono in cantiere delle
misure connesse , in un certo qual modo, al fenomeno abitativo, come
il Piano di sostegno alledilizia, (Piano casa), che però,
secondo il Cnel, difficilmente
contribuirà a risolvere il problema
abitativo del Paese. Un'altra misura politica in cantiere è il
Piano di edilizia abitativa che si fonda essenzialmente su un sistema
di
Fondi di Investimento Immobiliare, nazionali e regionali che,
stando alle aspettative del governo costituirà il pilastro portante
dellofferta sociale di
abitazioni.
Secondo lo studio né le misure
attuali, né quelle in cantiere potranno fornire in tempi brevi
risposte adeguate alla crescente domanda. Soprattutto considerando
anche il fatto che la manovra
economica ha pianificato una riduzione dei trasferimenti alle
Regioni e agli enti locali. Relativamente al Piano Casa il Cnel si
domanda anche se la scelta di optare per un Sistema Integrato di
Fondi di investimento
(SIF),
sia la scelta ottimale per risolvere la situazione. In base ad alcune
elaborazioni spannometriche l'istituto stima che dovrebbe
essere possibile in futuro immettere sul mercato dellaffitto
abitazioni con canoni
dellordine di 400 - 600 Euro mensili più
le spese.
Un dato sicuramente buono ma ancora lontano dall'obiettivo
dell'affitto sostenibile, visto che i canoni del Piano casa avrebbero
un'incidenza media del 50% del reddito, per la fascia presa a
riferimento.
LE PROPOSTE DEL CNEL
Il Centro Studi ritiene che vista la
situazione attuale, l'unica linea di azione efficace sia quella di
intervenire sul mercato dell'affitto.
La prima proposta è quella di
alimentare il Fondo Sociale allaffitto delle risorse necessarie
per consentire ai Comuni di coprire le
situazioni di disagio consolidato e di intervenire su quelle create
da situazioni di difficoltà (ad esempio derivanti dalla crisi
economica). Questo permetterebbe anche di offrire una garanzia di
rientro in possesso dellimmobile ai
proprietari.
Le agenzie per
l'affitto promosse da alcuni Comuni hanno dimostrato che una siffatta
proposta potrebbe essere una soluzione valida. Allo stesso tempo
sarebbe opportuno istituire un'Agenzia sociale per l'affitto, come
proposto anche dall'Anci (Associazione Nazionale Comuni italiani).
Una seconda proposta è quella di
ampliare l'estensione dei canoni di affitto concordato all'insieme
del mercato dellaffitto e su tutto il territorio nazionale,
intervenendo con opportune misure di carattere fiscale
rivolte tanto
alla proprietà quanto agli inquilini.
Il Cnel propone anche di riaprire il
confronto sul ruolo delledilizia sociale pubblica:
adeguando i
finanziamenti, rivedendo attentamente il suo funzionamento,
ridisegnando le tipologie edilizie in funzione dei mutamenti dei nuclei familiari, ecc., ecc..
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
Un ulteriore proposta del Cnel è quella di offrire nuovi spazi allhousing sociale, cercando di favorire anche particolari collaborazioni tra pubblico e privato che possano assorbire almeno una parte delle 650mila domande giacenti per l'accesso all'edilizia sociale. Questo tipo di collaborazioni ha consentito ad altri Paesi europei di costruire nel tempo un ampio patrimonio di edilizia abitativa per il mercato sociale. La proposta del Cnel in questo senso è che si possa anche valorizzare mediante dotazioni infrastrutturali le periferie e le aree degradate.
L'ultima proposta riguarda la conferma del sistema di sostegno alle ristrutturazioni edilizie (36%) e al risparmio ed efficienza energetica (55%), due misure che hanno contribuito allammodernamento del patrimonio immobiliare ed al sostegno alloccupazione in particolare nelledilizia, ma non solo. Il Cnel suggerisce a tal proposito che venga esteso un sistema di incentivi anche agli interventi sulla sicurezza nei cantieri e degli edifici. Per quanto riguarda la sicurezza degli edifici, potrebbero essere introdotti incentivi per interventi sia di carattere strutturale (costruzioni antisismiche o mirate all'efficienza energetica) sia per la sicurezza per gli anziani e persone con difficoltà
[Via:Indagine Cnel ] |
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RISORSE:
- Guida alle agevolazioni fiscali per gli inquilini in affitto nell'abitazione principale
- Agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie
- Guida all'acquisto degli immobili in costruzione
- Rapporto Inail: calano gli infortuni sul lavoro del 9,7% e le morti bianche del 6,3%
- Dall'ABI una guida alle iniziative di accesso al credito per famiglie e cittadini in difficoltà
- Banca d'italia:casa di proprietà e risparmio salvano gli italiani dalla povertà
- Social Housing: l'edilizia sociale in Italia, Il caso di Roma
- Emilia Romagna: 100 milioni di euro da destinare allhousing sociale per le giovani coppie
CREDIT
Si ringrazia l'utente Alexbip
di flickr per l'immagine
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