Abbiamo visto ieri di quali
tutele godono i consumatori che acquistano da un sito straniero,
comunitario o extracomunitario. Acquistare da un sito non italiano,
infatti, può creare qualche dubbio nei consumatori sulle possibili
conseguenze qualora qualcosa non dovesse andare nel verso giusto.
Preoccupazioni che stando ad una recente indagine della Commissione
Europea non dovrebbero riguardare i consumatori che acquistano
prodotti di elettronica di largo consumo, in un sito della zona Euro.
Infatti, l'84% degli e commerce europei che vendono elettronica,
risultano conformi alla legislazione Ue. Si tratta di un risultato
molto positivo, emerso dalle indagini, partite nel maggio 2009, svolte
nei Stati Membri dell'Unione Europea su sei categorie di prodotti,
tra cui macchine fotografiche digitali, lettori musicali, cellulari,
smarphone. Il primo monitoraggio del 2009 aveva segnalato che
solamente i 44% dei siti rispettava le regole europee. Tra le
irregolarità più diffuse vi erano l'indicazione errate dei prezzi
finali e del recepito dei venditori, oltre che informazioni
fuorvianti sui diritti del consumatori. Come dimostra la percentuale
di siti giudicati idonei, molte di queste violazioni sono state
sanate, mentre nei confronti di quelli restanti il Commissario
Europeo per i Consumatori, John Dalli, ha già annuncianto
provvedimenti.
Quest'anno l'attenzione dell'Europa si
è concentrata sui siti online che vendono biglietti per eventi
culturali e sportivi, su cui è stata avviata un'indagine analoga. In
questo caso la percentuale di siti che non rispettano le norme a
tutela dei consumatori è risultata molto alta, pari al 60% del
totale dei siti verificati (414 al momento). La commissione ha fatto
sapere che I 247 siti in cui sono state riscontrate delle violazioni
sono stati segnalati alle autorità nazionali perchè prendano
provvedimenti. Solitamente, una volta individuati i siti, le autorità
nazionali contattano i gestori o gli amministratori e li invitano a
sanare le anomalie.
Le principali irregolarità riscontrate
hanno riguardato l'indicazione dei prezzi e le condizioni
contrattuali, risultate inique.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
La speranza è che il giro di vite dato dall'indagine produca un miglioramento dell'efficienza e del rispetto delle norme a tutela dei consumatori, anche nel settore della vendita dei biglietti. In ogni caso Il commissario John Dalli, ha sottolineato, che l'Unione eEropea continuerà con questo tipo di ispezioni allargando il campo anche ad altri settori problematici
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CREDIT
Si ringrazia l'utente Amber
Rhea
di flickr per l'immagine
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