LIstat ha diffuso il bilancio
demografico nazionale relativo allanno 2010, che a confermato
alcune stime
pubblicate allinizio dellanno. Aumenta la popolazione,
sulla base di quanto emerso, ma non certo grazie alle nascite: a far
incrementare il numero di persone risiedenti in Italia sono infatti
soprattutto le migrazioni.
Precisamente, al 31 dicembre del 2010
risiedevano in Italia 60.626.442 persone, ovvero una cifra superiore
rispetto allo stesso giorno dellanno precedente di 286.114 unità.
La maggioranza della popolazione
italiana continua ad essere concentrata al Nord: il 26,6% dei
cittadini risiede al Nord Ovest, il 19,2% al Nord Est (dunque un
totale del 45,8% per il Settentrione), il 19,7% al Centro, il 23,4%
al Sud ed il restante 11,1% nelle Isole. Al nord si rivela superiore
anche il tasso di crescita rispetto allanno 2009, il quale ammonta
al +0,6% al Nord Ovest, al +0,8% al Nord Est, al +,0,5% al Centro, al
+0,1% al Sud ed al +0,2% nelle Isole.
Il tasso di crescita naturale, ovvero
il bilancio che deriva dalle nascite e dai decessi, dunque dal saldo
naturale, risulta positivo esclusivamente al Sud, in tutte le altre
zone dItalia, invece il tasso risulta negativo. Precisamente, al
Nord Ovest è pari a -0,8%, al Nord Est a -0,4%, al Centro a -1,1%,
al Sud a +0,4% e nelle Isole a -0,1%.
Rispetto al 2009 inoltre le nascite, da
intendersi come nati vivi, sono diminuite del -1,2%, mentre il
tasso di mortalità è diminuito del -0,7%; nellarco dellanno
sono nate 561.994 persone e ne sono decedute 587.488.
Quanto alle migrazioni, si confermano
principali poli di attrazione il Nord Ovest ed il Centro, non solo
per quanto riguarda le migrazioni dallestero, ma anche la mobilità
demografica degli stessi cittadini italiani.
Nel complesso, si sono iscritti a
nuovi comuni 1.873.259 cittadini, mentre se ne sono cancellati
1.561.656; il saldo migratorio, ovvero il bilancio di immigrazioni ed
emigrazioni, è risultato positivo in tutte le zone dItalia, per
un ammontare complessivo di +391.034 unità.
Il tasso derivante dal saldo migratorio
interno, dal saldo migratorio esterno e dal saldo per altri
motivi risulta dunque positivo in tutte le zone dItalia, se
pur con delle consistenti differenze.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
Le regioni del Nord si confermano principale polo di attrazione anche per quanto riguarda le migrazioni interne: il tasso migratorio interno risulta infatti pari a +1,4% al Nord Ovest, al +1,3% al Nord Est, al +1,1% al Centro, mentre è pesantemente negativo al Sud, con il -2,3%. Meno evidente ma comunque negativo nelle Isole, con il -0,9%.
Questultimo bilancio, dunque, conferma un trend ormai consolidato negli ultimi anni: diminuzione delle nascite e della mortalità ed incremento della popolazione generale dovuto non al saldo naturale, ma bensì al crescente numero di immigrati.
Il Nord Italia si conferma inoltre come meta principale non solo per le immigrazioni straniere, ma anche per la mobilità interna dei cittadini.
- L'Italia Invecchia: Cresce l'Aspettativa di Vita e l'Età Media della popolazione. In calo le Nascite
- Ocse: Italia Bocciata per Occupazione Femminile, Tasso di Natalità e Povertà Infantile
- Triplicano i matrimoni misti: un'unione su sette è composta da un coniuge non italiano
- Analisi dei livelli di integrazione degli immigrati in italia e del rapporto con la criminalità
- In Italia le Mamme Under 20 Sono più di 10 Mila, un Quarto Sono Minorenni e il 71% Vive al Sud
- Crescono dell'8,8% gli stranieri in Italia, che preferiscono il nord e arrivano dall'est Europa
- Dati Istat: gli asili nido coprono solo il 12,7% dei bambini. italia fanalino di coda d'Europa
- Crisi: metà degli uomini e un terzo delle donne under 35 vive ancora con i genitori
- Spesa per il welfare di sostegno alla famiglia e alla maternità: l'Italia è maglia nera d'Europa
- Caro bebè: mantenere un bambino nel suo primo anno di vita costa dai 6 mila ai 13 mila euro
H is for Home
by flickr
| < Prec. | Succ. > |
|---|




