Lunedi, 20 Gennaio 2020

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COLDIRETTI: GLI ITALIANI RIDUCONO I CONSUMI, MA NON SACRIFICANO ALIMENTARI, MEDICINALI E SALUTE


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La Coldiretti, in occasione della giornata del risparmio, ha presentato i dati emersi dalla ricerca Ispos-Consumers Forum per l’Osservatorio sugli stili di vita e sulle tendenze di consumo degli italiani. Di fronte all’impellente esigenza di ridurre i consumi per fronteggiare gli effetti negativi della crisi economica, i cittadini italiani valutano in maniera diversa i differenti settori di consumo, considerandoli più o meno sacrificabili.
Da quanto emerso, gli italiani sembrano dare priorità all’alimentazione e ad altri consumi riguardanti la sicurezza e la salute, tagliando piuttosto le spese per consumi superflui, quali abbigliamento e cura del look.
Tra i beni che gli italiani considerano non sacrificabili, infatti, compaiono al primo posto frutta e verdura, con una percentuale dell’84%, visite mediche di controllo (75%), pasta (70%), farmaci (51%) e pesce (34%). A confermare questo trend che vede alimentari e medicinali come i consumi non sacrificabili per eccellenza, vi è il fatto che il 32% degli italiani ha acquistato nel corso del 2010 con regolarità dei prodotti con denominazione d’origine ed il 15% prodotti biologici (in crescita del 9% rispetto allo scorso anno ). Peraltro, come sottolineato dal presidente di Coldiretti Sergio Marini, l’incremento degli acquisti diretti dal produttore hanno raggiunto un business pari a 3 miliardi di euro ed interessano oltre 60mila imprese agricole, come cantine e cascine.
A dispetto dell’inevitabile riduzione dei consumi (516 euro annui  a famiglia secondo la Cgia ), inoltre, ben il 70% dei cittadini si dichiara disponibile a pagare un prezzo maggiorato (in media, pari al +8,9%) per acquistare dei prodotti dalla valenza etica ed ambientale, quali potrebbero essere, ad esempio, articoli realizzato rispettando l’ambiente, garantendo sicurezza ai lavoratori, prodotti locali e dagli elevati standard qualitativi.


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Tra questa categoria di cittadini, inoltre, un intervistato su 5 si dichiara disponibile a pagare anche un prezzo maggiorato di oltre il 10% per l’acquisto di prodotti con queste caratteristiche.
Quanto ai prodotti che gli italiani considerano sacrificabili, figurano al primo posto abbigliamento ed accessori (72%), Pay TV e videogiochi (55%), viaggi e vacanze (53%), elettronica ed elettrodomestici (53%).
Secondo quanto emerso da questa ricerca, dunque, gli italiani riducono i loro consumi tagliando soprattutto le spese relative alla cura del look ed ai divertimenti, non rinunciando invece alla qualità del cibo e dei prodotti per la salute, come i medicinali.
In chiusura segnaliamo per completezza che secondo l'indagine di Europ Assistance il 51% degli italiani a causa della crisi economica ha dovuto rinunciare a farsi curare. Nello specifico il 18% ha dovuto rinunciare a curarsi o rimandare visite specialistiche, mentre il 33% ipotizza di doverlo fare.

[Via: ColdirettiColdiretti ]

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