Martedi, 21 Agosto 2018

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CON LA LIBERALIZZAZIONE DEI FARMACI DI CLASSE C NELLE PARAFARMACIE, RISPARMI PER 700 MILIONI DI EURO


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Più volte ci siamo occupati in questi anni dei temi relativi alla concorrenza nella distribuzione dei farmaci, che vede la categoria dei farmacisti schierarsi a favore o contro l'apertura di nuove parafarmacie. Le ragioni dello scontro ruotano intorno essenzialmente al tema della maggiore concorrenza, in quanto più sono i luoghi dove vengono distribuiti i farmaci maggiori sono (o dovrebbero essere) le possibilità di risparmio per i consumatori. Dall'altra parte i farmacisti titolari di farmacie, che indubbiamente vedrebbero ridursi il proprio giro d'affari da nuove aperture, sostengono che una tale misura potrebbe elevare i rischi per la salute dei cittadini.
Sul tema è intervenuta ieri l'Anpi (Associazione Nazionale parafarmacie Italiane) in una conferenza congiunta tenuta con Confesercenti, in cui è stata presentata una proposta sul riordino del sistema distributivo del farmaco in Italia, per l’estensione della vendita dei farmaci a pagamento anche nelle parafarmacie. In sostanza secondo l'associazione gli effetti di questa proposta comporterebbero un aumento dell'occupazione di settore ci circa 7500 unità, la nascita di 3500 nuovi punti vendita, investimenti per 600 milioni e un risparmio per i cittadini di 700 milioni di euro.
Tutto ciò sarebbe possibile semplicemente allargando la possibilità di vendere i farmaci di classe C (quelli sottoposti ad obbligo di ricetta) anche nelle parafarmacie e rendendo obbligatoria in questi esercizi la presenza di uno o più farmacisti. Tra gli effetti di questa proposta, spiega l'Anpi, vi sarebbe anche quello di fornire un servizio maggiore ai consumatori che vivono in zone non propriamente coperte da farmacie così come nelle località turistiche, dove nei mesi estivi il numero di persone che necessitano di farmaci è decisamente superiore alle possibilità offerte dall'attuale sistema di distribuzione.


CONCORRENZA E RISPARMI: BILANCIO DELLE PARAFARMACIE
Secondo quanto riporta l'Anpi il risparmio dei cittadini, grazie alla concorrenza che le farmacie hanno subito, raggiungono complessivamente i 550 milioni di euro all'anno. In concreto nel 2009, secondo l'ultimo rapporto di ANIFA (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) i costi medi per confezione dei farmaci di automedicazione sono stati : FARMACIA 6,7 euro; PARAFARMACIA 6,3 euro; CORNER GDO 5,1 euro. Dati che evidenziano come il prezzo medio dei farmaci da banco sia nelle parafarmacie inferiore del 6% rispetto a quello delle farmacie.


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In più rispetto al prezzo pieno, grazie alla maggior concorrenza, lo sconto medio praticato nelle farmacie è pari al del 7%, quello delle parafarmacie oscilla tra il 12% e il 18%, mentre nei corner della GDO i risparmi raggiungono anche valori tra il 20% e il 30%.
Tutto ciò senza un aumento dei consumi di farmaci di automedicazione, che negli ultimi quattro anni (da quanto il mercato è stato liberalizzato), sono rimasti costanti e pari a circa 330 milioni di confezioni/anno. Secondo l'Anpi ciò dimostrerebbe che l’apertura delle parafarmacie con l’obbligatorietà della presenza responsabile di un farmacista, al pari di quanto avviene in farmacia, non ha incoraggiato i consumi di farmaci, come paventavano, invece i titolari di farmacia.


DIFFUSIONE PARAFARMACIE
In quattro anni le parafarmacie aperte hanno raggiunto quota 3.345, di cui circa 3mila esercizi di vicinato e i rimanenti corner GDO. Nei primi sei mesi del 2010 le parafarmacie aperte sono state in media 55/mese, contro una media di circa 12 chiusure/mese. Le parafarmacie si sono diffuse soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche, dove il mercato è più forte e dove il consumatore è più “aperto” alla novità. Infatti, il 90% delle parafarmacie sono localizzate in comuni sopra 12.500 abitanti, il 95% in comuni sopra i 5.000 abitanti.

[Via: AnpiAnpi ]

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