Giovedi, 14 Novembre 2019

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CONSUMATORI: I RIMEDI E I TERMINI TEMPORALI DELLA GARANZIA LEGALE PER I BENI DI CONSUMO


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Consumatori: i Rimedi e i Termini Temporali Della Garanzia Legale per i Beni di Consumo | Difetto di Conformità | Vendita |

Nelle scorsa settimana abbiamo parlato delle tutele legali che la normativa italiana (codice del consumo) riconosce ai consumatori nell'acquisto dei beni di consumo. Abbiamo introdotto il concetto di difetto di conformità e di garanzia legale, analizzando a quali tipologie di vendita si applica questa importante tutela post vendita. Oggi vogliamo chiudere il discorso parlando dei rimedi della garanzia legale, dei termini temporali previsti e dei documenti necessari per effettuare una denuncia.


I RIMEDI DELLA GARANZIA LEGALE
Qualora un bene di consumo non sia conforme al contratto di vendita, secondo gli aspetti che abbiamo visto (difetto di conformità), il consumatore ha diritto ad alcuni rimedi definiti dall'articolo 130 del Codice del Consumo. In primo luogo il consumatore ha diritto che l'oggetto venga reso conforme a quanto pattuito in sede di vendita, senza ulteriori esborsi monetari. Può scegliere che il venditore ripari il bene o lo sostituisca (rimedi primari), senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all'altra scelta. E' questo il caso dove la scelta del consumatore impone al venditore spese irragionevoli, tenendo conto del valore originario del bene (in assenza di difetti di conformità), dell’entità del difetto e dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore. In questi casi il consumatore può aver diritto ai rimedi secondari della garanzia legale. Questi prevedono che il venditore provveda, secondo preferenza del consumatore, ad effettuare una congrua riduzione del prezzo o a risolvere il contratto. I rimedi secondari subentrano , oltre che quando la riparazione o la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose, anche nel caso in cui il venditore non abbia provveduto a riparare o sostituire il bene entro termini congrui dalla richiesta oppure quando queste azioni abbiano causato notevoli inconvenienti al consumatore.
Il ricorso al rimedio secondario della risoluzione del contratto ha effetto anche per quanto riguarda eventuali acquisti rateali connessi al bene oggetto di vendita. La giurisprudenza, suffragata anche da alcune sentenze della Cassazione, prevede che venga applicato il principio del “simul stabunt simul cadunt” che collega il contratto di vendita a quello di finanziamento secondo un nesso di reciproca connessione. Per cui se il Giudice dichiara la risoluzione del contratto principale di compravendita anche il contratto di finanziamento connesso verrà sciolto. In questi casi, l'acquirente verrà sciolto dall'obbligazione della restituzione della somma ricevuta, che dovrà essere corrisposta al soggetto finanziatore, dal venditore. Ovviamente il consumatore potrà riavere indietro le eventuali somme corrisposte al soggetto finanziatore.


I TERMINI TEMPORALI DELLA GARANZIA LEGALE
Il Codice del Consumo stabilisce (Art 132 comma 1) che il venditore è responsabile quando il difetto di conformità si manifesta entro due anni dalla consegna del bene. Vengono esclusi da questo termine, come abbiamo visto, i beni usati (dove una delle parti è un soggetto professionale) per i quali è facoltà delle parti fissare un termine diverso, che non sia inferiore ad un anno. Il consumatore per avere diritto alle tutele deve denunciare il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto, a meno che il venditore abbia riconosciuto il difetto di conformità o lo abbia occultato. In questi casi la denuncia non è necessaria. Salvo prova contraria la legge presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene, siano esistiti già in origine, a meno che la natura del bene o del difetto siano incompatibili con tale ipotesi. Toccherà dunque al venditore l'onere della prova, ovvero provare che il difetto di conformità non fosse presente già al momento della consegna.
Trascorsi i sei mesi la situazione sarà ribaltata con il consumatore a dover provare l'esistenza del difetto di conformità, tramite l'ausilio di fotografie, documenti, testimonianze o quant'altro sia utile a provare il difetto


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Ricordiamo che il venditore non può rimandare la propria responsabilità alla casa madre o a intermediari, in quanto la legge identifica lui come soggetto responsabile nei confronti dei clienti.
L'ultimo comma dell'articolo 132 (il quarto) prevede che l'azione diretta a far valere i difetti di conformità si prescriva entro il termine di 26 mesi dalla consegna del bene, a meno che i difetti non siano stati dolosamente occultati dal venditore. Il consumatore può, però far valere i propri diritti in sede di eccezione purché abbia denunciato entro due mesi dalla scoperta ed entro i 26 mesi l'esistenza del difetto. E' importante sottolineare la decisione del legislatore di porre il termine di prescrizione due mesi dopo il termine di scadenza della garanzia (26 mesi contro 24) di modo che il consumatore abbia due ulteriori mesi di tempo per venire a conoscenza e denunciare eventuali difetti che si siano manifestati intorno alla fine del secondo anno.


DOCUMENTI
La legge non indica le modalità con le quali deve essere presentata la denuncia, l'importante è che il consumatore ponga a conoscenza il venditore dell'esistenza del difetto. E' però importante conservare tutti i documenti che attestino l'avvenuto pagamento e la data di acquisto. Nel caso di sia smarrito lo scontrino o la ricevuta, sono considerati valide anche le “tracce” degli strumenti di pagamento quali, assegni, cedola della carta di credito, scontrino del bancomat

   


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Si ringrazia l'utente eiriksoeirikso di flickr per l'immagine

 

 

 


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