In questi ultimi giorni anche su questo blog abbiamo seguito la questione relativa alle cosiddette Commissioni di Massimo Scoperto bancarie. In molti attendevano il decreto anticrisi del governo, approvato IL 24 Luglio dalla Camera, per verificare fino a che punto lesecutivo intendesse far sul serio, ossia stringere su quella questione, in aperta violazione alla legge 2/2009, della miracolosa trasformazione da parte delle banche delle vecchie CMS in altri fantasiosi nomi, lasciando inalterata la qualifica di balzello a carico del povero correntista. Nella bozza del DL anticrisi le norme sulla Commissione di Massimo Scoperto si affiancavano ad altri importanti provvedimenti che semplicemente avrebbero diminuito larbitrarietà spesso esercitata dagli istituti di credito: la riduzione da 3 giorni lavorativi a 3 di calendario tra la data di valuta e la data di disponibilità di assegni e bonifici, la possibilità di aumentare al massimo del 5% il tasso pattuito in sede di contratto tra banca e cliente, il limite dei 30 giorni dalla richiesta per effettuare la surrogazione del mutuo. Segnali positivi per un riconoscimento di questi provvedimenti non erano mancati nei giorni scorsi quando lo stesso Draghi, affermando che le banche dovessero rinunciare alla Commissione di Massimo Scoperto , aveva lasciato intendere un coinvolgimento diretto di Bankitalia su questi provvedimenti a favore del risparmio del cliente. Invece nulla è andato come previsto. A denunciarlo la vigile ADICONSUM secondo la quale dei 3 provvedimenti sovra citati solo uno resta nel DL: i limiti alla surrogazione.
Per il resto le altre norme tanto attese non compaiono nel testo anticrisi che ora farà tappa la Senato. ADICONSUM denuncia quindi che i tempi per laccredito dei bonifici resteranno invariati e pari quindi a 5 o 6 giorni; le banche potranno modificare le condizioni contrattuali e proprio piacimento e la Commissione di Massimo Scoperto continuerà a rendere il caso italiano unanomalia nelle regole bancarie europee. Potevamo quindi oggi scrivere un articolo sul risparmio riconosciuto ai correntisti grazie allapprovazione in prima battuta delle norme del DL anticrisi. Potevamo parlare di maggiore responsabilizzazione delle banche. Potevamo affrontare lallineamento delle banche italiane alle regole che seguono gli altri istituti europei. Potevamo semplicemente parlare di una maggiore etica e di unequa ripartizione dei sacrifici tra banca e cliente in tempo di crisi. Invece siamo a parlare della solita beffa. ADICOSUM denuncia il comportamento della casta bancaria italiana e lancia un osservatorio per monitorare la situazione, invitando il Senato a ripristinare loriginario schema del DL anticrisi per quanto riguarda le regole bancarie. Se dal punto di vista del risparmio non possiamo quindi dare buone notizie, ciò che però non deve venir meno è la critica finalizzata alla comprensione. Cosa è avvenuto? Perchè la marcia in dietro da parte del governo, nonostante le rassicurazioni di Draghi? Probabilmente ha ragione ADICONSUM quando afferma che è bastata la minaccia dellABI nei giorni scorsi di rischi allerogazione del credito a causa delle norme del DL per far sparire quegli elementi che avrebbero certamente determinato risparmio e giustizia per i clienti degli istituti bancari. Ora si spera nel Senato
CREDIT
Si ringrazia l'utente alancleaver_2000 di flickr per l'immagine
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