Nell'ultimo anno tre
italiani su quattro hanno utilizzato farmaci di automedicazione per
curare disturbi quali influenza o dolore. E' questo uno dei dati
emersi al 65° Congresso Fimmg-Metis a Santa Margherita di Pula, in
cui è intervenuto anche il direttore del Dipartimento Ricerche alla
Salute Gdk Eurisko, Isabella Cecchini. Tra gli italiani che hanno
utilizzato farmaci di automedicazione, il 55% ha un'età compresa tra
i 18 e i 44 anni e un'istruzione media superiore o una laurea. Tra
le principali cause di utilizzo vi è la cura del dolore di disturbi
come il mal di testa, il mal di schiena o il mal di denti (57% dei
consumatori), oppure i sintomi influenzali o il raffreddore (27%
degli utenti). Solamente il 6% dei consumatori li utilizza, invece,
per combattere i disturbi gastrointestinali. Ricordiamo che per
farmaci di automedicazione si intendo quelli, contrassegnati da un
bollino rosso, che possono essere acquistati senza obbligo di ricetta
medica.
Il medico di famiglia è la figura a
cui gli italiani si affidano per scegliere la prima volta un farmaco
da automedicazione (dal 40%), seguito dai consigli di parenti e amici
(18%), da quelli del farmacista (18%) e dalla pubblicità (12%).
Un
dato che concorda in parte con quanto espresso dal barometro
internazionale sulla Salute di Europ Assistance, da dove emerge
un aumento nell'utilizzo delle risorse online per ottenere o
scambiare informazioni sui temi legati alla salute. Tornando ai
farmaci da automedicazione, il 78% degli italiani li ritiene molto
utili o abbastanza utili, mentre il 79% li ritiene in grado di
eliminare il dolore e restituire il benessere. Infine 7 italiani su
dieci si dimostrano interessati a ricevere informazioni su questi
farmaci.
Secondo la direttrice Cecchini, per i
cittadini l'automedicazione non è un fare da soli, in quanto il
medico di famiglia rappresenta comunque il primo referente per
imparare a curarsi. Il medico consiglia, insomma, e poi i pazienti si
autogestiscono con i farmaci da banco. Dello stesso avviso
anche Aldo Lupo, medico di famiglia Fimmg, per cui il medico
rappresenta comunque il punto di riferimento per i consumatori ma
risulta necessario predisporre investimenti per il futuro anche nel
campo dell'automedicazione. Soprattutto per quanto riguarda i giovani
è importante fare in modo che sappiano curare piccoli disturbi,
facilmente riconoscibili, tramite farmaci fa banco. Naturalmente va
delimitato il campo di autonomia per evitare problemi maggiori,
mettendo comunque sempre al primo posto l'attenzione alla salute.
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In 10 anni è calata del 6% , dal 55% al 49%, la percentuale di chi aspetta che un disturbo passi da solo, mentre sale dell'8% la popolazione che fa controlli periodici (dal 36% al 44%). Anche gli uomini, che tradizionalmente sono i più disattenti, sono diventati più attenti al problema salute con il 14% in più' in 10 anni che esegue controlli periodici e il 5% in più' che segue un'alimentazione controllata e fa il possibile per avere un fisico efficiente.
Questo miglioramento è attribuibile, secondo Isabella Cecchini, sia alle campagne di informazione e di sensibilizzazione, che al ruolo attivo dei medici di famiglia. Il medico, infatti, non è più visto come solamente il dottore che cura le malattie presenti, ma anche come un referente importante per controlli e prevenzione.
In chiusura consigliamo di leggere il vademecum del Ministero della Salute con i consigli per un uso sicuro dei farmaci .
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