Domenica, 15 Dicembre 2019

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FARMACI: TRE ITALIANI SU QUATTRO USANO QUELLI DI AUTOMEDICAZIONE


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Nell'ultimo anno tre italiani su quattro hanno utilizzato farmaci di automedicazione per curare disturbi quali influenza o dolore. E' questo uno dei dati emersi al 65° Congresso Fimmg-Metis a Santa Margherita di Pula, in cui è intervenuto anche il direttore del Dipartimento Ricerche alla Salute Gdk Eurisko, Isabella Cecchini. Tra gli italiani che hanno utilizzato farmaci di automedicazione, il 55% ha un'età compresa tra i 18 e i 44 anni e un'istruzione media superiore o una laurea. Tra le principali cause di utilizzo vi è la cura del dolore di disturbi come il mal di testa, il mal di schiena o il mal di denti (57% dei consumatori), oppure i sintomi influenzali o il raffreddore (27% degli utenti). Solamente il 6% dei consumatori li utilizza, invece, per combattere i disturbi gastrointestinali. Ricordiamo che per farmaci di automedicazione si intendo quelli, contrassegnati da un bollino rosso, che possono essere acquistati senza obbligo di ricetta medica.
Il medico di famiglia è la figura a cui gli italiani si affidano per scegliere la prima volta un farmaco da automedicazione (dal 40%), seguito dai consigli di parenti e amici (18%), da quelli del farmacista (18%) e dalla pubblicità (12%).
Un dato che concorda in parte con quanto espresso dal barometro internazionale sulla Salute di Europ Assistance, da dove emerge un aumento nell'utilizzo delle risorse online per ottenere o scambiare informazioni sui temi legati alla salute. Tornando ai farmaci da automedicazione, il 78% degli italiani li ritiene molto utili o abbastanza utili, mentre il 79% li ritiene in grado di eliminare il dolore e restituire il benessere. Infine 7 italiani su dieci si dimostrano interessati a ricevere informazioni su questi farmaci.
Secondo la direttrice Cecchini, per i cittadini l'automedicazione non è un fare da soli, in quanto il medico di famiglia rappresenta comunque il primo referente per imparare a curarsi. Il medico consiglia, insomma, e poi i pazienti si “autogestiscono” con i farmaci da banco. Dello stesso avviso anche Aldo Lupo, medico di famiglia Fimmg, per cui il medico rappresenta comunque il punto di riferimento per i consumatori ma risulta necessario predisporre investimenti per il futuro anche nel campo dell'automedicazione. Soprattutto per quanto riguarda i giovani è importante fare in modo che sappiano curare piccoli disturbi, facilmente riconoscibili, tramite farmaci fa banco. Naturalmente va delimitato il campo di autonomia per evitare problemi maggiori, mettendo comunque sempre al primo posto l'attenzione alla salute.


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Del resto questa maggior attenzione verso la salute è aumentata negli ultimi anni, così come si è assistito ad un maggiore tasso di intervento dei pazienti. Negli ultimi dieci anni, infatti oltre 5 milioni di italiani in più ha mostrato comportamenti attivi e progettuali, soprattutto tra gli anziani di età compresa tra i 65 e i 74 anni (+10% color che effettuano controlli periodici).
In 10 anni è calata del 6% , dal 55% al 49%, la percentuale di chi aspetta che un disturbo passi da solo, mentre sale dell'8% la popolazione che fa controlli periodici (dal 36% al 44%). Anche gli uomini, che tradizionalmente sono i più disattenti, sono diventati più attenti al problema salute con il 14% in più' in 10 anni che esegue controlli periodici e il 5% in più' che segue un'alimentazione controllata e fa il possibile per avere un fisico efficiente.
Questo miglioramento è attribuibile, secondo Isabella Cecchini, sia alle campagne di informazione e di sensibilizzazione, che al ruolo attivo dei medici di famiglia. Il medico, infatti, non è più visto come solamente il dottore che cura le malattie presenti, ma anche come un referente importante per controlli e prevenzione.
In chiusura consigliamo di leggere il vademecum del Ministero della Salute con i consigli per un uso sicuro dei farmaci .

 

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Si ringrazia l'utente erix!erix! di flickr per l'immagine 


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