La conciliazione è uno strumento molto
interessante che più volte abbiamo affrontato nei nostri articoli.
Sostanzialmente si tratta di un procedimento attraverso il quale le
due parti di una controversa trovano (o tentano di trovare) un
accordo grazie alla presenza di una terza figura, definita
conciliatore. L'importanza di questo strumento riguarda due ordini di
grandezza principali. La possibilità di trovare un accordo senza il
ricorso alle vie legali e la brevità del processo di
conciliazione rispetto ai tempi medi di una causa civile. Altri
elementi fondamentali sono l'economicità del procedimento e la
possibilità di poter ricorrere comunque alle vie giudiziali qualora
non si riesca a trovare un accordo tra le parti. Abbiamo visto
recentemente come la legislazione in materia di controversie civili e
commerciali spinga,anche con agevolazioni economiche il ricorso
alla conciliazione. Oggi torniamo a parlare delle controversie
commerciali per annunciare che la conciliazione diverrà obbligatoria
nel 2011, per le contese che riguardano contratti bancari e
finanziari ma anche contratti assicurativi, liti condominiali,
successioni, controversie sugli affitti, risarcimenti danni per
responsabilità medica, diffamazione mezzo stampa etc etc. Nello
specifico questo genere di controversie commerciali e civili
passeranno prima dal conciliatore che avrà 4 mesi di tempo per
trovare un accordo tra le parti. Dopodiché si seguirà l'iter
ordinario che porta le parti in tribunale.
L'argomento è stato
oggetto di un'interessante conferenza, organizzata dal Conciliatore
Bancario e Finanziario, alla presenza dei rappresentanti del sistema
finanziario, degli ordini professionali e dei consumatori, alla
Università Luiss. Durante la conferenza, dal titolo: La
mediazione delle controversie in materia di servizi bancari e
finanziari tra legge e autonomia privata, con particolare riferimento
alle clausole contrattuali il presidente del Conciliatore
BancarioFinanziario, Corrado Conti, ha sottolineato l'importanza dello
strumento Conciliazione. Questo processo innovativo provocherà,
infatti, una profonda trasformazione sul modo stesso nel quale i
cittadini si pongono di fronte al sistema giustizia. L'eccesso
di ricorso ai tribunali è un problema della giustizia italiana,
soprattutto in relazione alcune tipologie di processi che potrebbero
essere risolti in via stragiudiziale. Di qui l'importanza della
Conciliazione che interverrà per modificare l'idea comune tra i
consumatori che per avere giustizia sia necessario per forza di cose
passare per un tribunale, quando invece molte delle liti sono
conciliabili da un terzo estraneo che medii le due posizioni.
Il consumatore potrà' così far
valere le proprie ragioni dinanzi a un mediatore professionista
esterno al mondo finanziario, ovvero un avvocato, commercialista,
notaio, o qualsiasi altra figura iscritta in un organismo specifico
controllato dal ministero della Giustizia. Il conciliatore non è un
giudice e non emette sentenze, ma rappresenta una figura di
mediazione tra le parti, per cercare di favorire un accordo. Fino ad
oggi, fa sapere Il Conciliatore Bancario e Finanziario, dal 2007
sono state circa 800 le istanze di conciliazione presentate, nel 94%
dei casi l'esito e' stato positivo perché' le parti hanno trovato un
accordo.
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CHI È IL CONCILIATORE BANCARIO FINANZIARIO
Tre sono le funzioni svolte da questa Associazione:
- Decidere nei confronti di una banca o di un intermediario finanziario fino a 100 mila euro ricorrendo allOmbudsman - Giurì bancario (questa funzione termina con un giudizio)
- Conciliare le parti per raggiungere un accordo, qualunque sia il valore della controversia
- Mettere a disposizione tutto ciò che occorre per un arbitrato, sempre su richiesta specifica delle parti.
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