"I vantaggi fiscali della previdenza complementare": questo il titolo del quarto numero della guida lagenzia informa per il 2008. Con una legge (la 203 del 2004) e con un decreto legislativo (il 252 del 2005) la materia in questione è stata recentemente aggiornata principalmente con uno scopo: venire incontro ai giovani pesantemente penalizzati dalle riforme pensionistiche degli ultimi anni. I maggiori problemi derivano dal passaggio dal sistema retributivo (che calcola la pensione applicando una percentuale agli ultimi stipendi percepiti) al famigerato sistema contributivo (che calcola la pensione sulla base dei contributi versati durante gli anni lavorativi) che porta inevitabilmente a prospettive meno rosee per le future pensioni, che saranno sempre più misere.Per ovviare a questo inconveniente e assicurarsi quindi un livello di reddito più elevato in età pensionistica ogni persona può, a sua discrezione, accantonare parte del proprio reddito a titolo di pensione complementare, che andrà così ad aggiungersi alla pensione erogata dallInps
Ladesione è però ovviamente una facoltà per ciascuno e non un obbligo, e soprattutto dipende dalla disponibilità economica dei contribuenti. Lattuale situazione, monitorata dalla Covip ( commissione di vigilanza sui fondi pensione) vede un numero sempre più in crescita di iscritti (quasi 4,6 milioni) e di contributi raccolti (circa 8,4 milioni di euro), innalzamento dovuto principalmente al fatto che è ora possibile destinare il proprio Tfr alle diverse forme di previdenza complementare, abilitate a riceverlo. Nonostante questi dati però la Covip ritiene che il numero di iscritti alle forme di previdenza complementare sia ancora inferiore alle aspettative e che, per poterlo incrementare, è necessario attuare nuove iniziative, soprattutto utilizzando maggiormente la leva fiscale. La guida di cui si sta parlando può dare un aiuto in tal senso, dato che si propone di dare informazioni generali in materia, ma soprattutto di evidenziare gli incentivi tributari concessi a chi decidesse di ricorrere a forme pensionistiche complementari. Indicazioni dettagliate sono date con riguardo alla deducibilità dallirpef dei contributi versati sia dal lavoratore che dal datore di lavoro. La guida sottolinea inoltre lintroduzione di unulteriore agevolazione per i lavoratori con prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 (limite di deducibilità dei contributi più elevato) e la possibilità di usufruire della deduzione anche quando i contributi sono pagati per un familiare a carico. Per quanto riguarda le prestazioni erogate dai fondi previdenza il regime fiscale è ora unico: su entrambe le tipologie di prestazioni viene oggi effettuata una trattenuta (sotto forma di ritenuta a titolo di imposta) del 15%, che si riduce dello 0,30% annuo a partire dal sedicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari. E stato fissato un limite massimo di riduzione, pari a 6 punti percentuali, che si raggiunge dopo 35 anni di iscrizione. Per finire la guida illustra tutti i casi in cui è possibile chiedere anticipazioni o il riscatto della propria posizione maturata e i relativi importi ottenibili. Se si desidera avere una copia della guida 4/2008 è sufficiente recarsi presso tutti gli uffici locali della Agenzia delle Entrate, dove verrà distribuita gratuitamente e fina ad esaurimento scorte, oppure è possibile consultarla ( e scaricarla) direttamente online al seguente indirizzo.
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