Venerdi, 24 Gennaio 2020

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INAMMISSIBILE LA CLASS ACTION CONTRO INTESA SANPAOLO: IL PROPONENTE NON HA SUBITO IL TORTO


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Inammissibile la Class Action Contro Intesa Sanpaolo: il Proponente non ha Subito il Torto | Codacons | Consumatori |

Qualche tempo fa avevamo dato notizia del possibile esito della prima Class Acion italiana, rivolta dal Codacons contro Banca Intesa San Paolo, sulla base degli indizi che si respiravano il giorno della prima udienza. Allora (23 aprile) l'udienza fu rimandata a fine maggio (27 maggio) per cui siamo tornati a vedere se le impressioni di un possibile accordo tra le parti sono state rispettate. Cominciamo col dire che le cose non sono andate come si auspicava. Il Tribunale di Torino ha dichiarato, infatti, inammissibile l'azione collettiva contro le commissioni di massimo scoperto (mascherate secondo l'accusa) proposta dal Codacons verso Banca Intesa Sanpaolo. Le motivazioni della sentenza fanno però ritenere il verdetto più come una sconfitta di forma che di sostanza e, secondo la stessa associazione, si tratta solamente di un differimento temporale della vittoria. Nello specifico il tribunale ha ritenuto inammissibili due delle domande proposte( quelle relative alle commissioni applicate ai conti senza affidamento) perché il proponente, nella figura del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, aveva il conto con affidamento. Per cui non è stato espresso giudizio sul merito, ma è stato esclusa la possibilità che un soggetto non personalmente danneggiato possa proporre un'azione collettiva. Le altre due richieste , in merito alla mancata pattuizione del tasso di utilizzo oltre fido (tuof) e alla illegittima natura di clausola penale del Tuof stesso, sono state ritenute inammissibili perché non proposte nell'atto di citazione originario, ma solo successivamente in sede di memoria difensiva.
Come vedete le richieste sono state giudicate inammissibili solo dal punto di vista formale, lasciando ancora spazio di manovra per i consumatori più strettamente coinvolti nella questione. Lo stesso Codacons ha fatto sapere in una nota di ritenere che il Tribunale non abbia voluto prendersi la gatta da pelare di dare un giudizio nel merito sulle questioni opposte, salvando di fatto Intesa Sanpaolo in corner.


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L'associazione si riserva la possibilità di ricorrere in appello o di intentare una nuova azione collettiva a nome dei correntisti che abbiano i requisiti che il tribunale ha richiesto.
Dal nostro punto di vista le motivazioni tolgono vigore alla class action, in quanto pongono molto accento sulla persona fisica proponente che non può rappresentare solamente gli interessi della classe, ma deve in prima persona aver subito lo stesso “torto” degli individui che vuole rappresentare. Se dal punto di vista del diritto, infatti, è la persona fisica che intenta una causa la sola con potere di impulso processuale, l'applicazione rigida di questo principio ad un meccanismo come la class action né riduce di molto la portata e l'efficacia. In questo modo tutte le associazioni dei consumatori potranno portare avanti i diritti degli assistiti, solo se chi propone l'azione è coinvolto personalmente, invece che poter effettuare una maggior opera di tutela e difesa degli assistiti sulla base dei diritti violati, indipendentemente da chi li ha subiti

  [Via:Codacons.itCodacons.it ]


 

 

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