Venerdi, 24 Gennaio 2020

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LA CRISI ECONOMICA HA RIPORTATO I CONSUMI A LIVELLI PRECEDENTI IL 1999, LA RIPRESA SOLO NEL 2012


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Nel terzo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo dell'Italia è cresciuto, seppur lievemente, rendendo la crescita del Pil positiva nei primi nove mesi del 2010. Un dato dato certifica il fatto che bene o male il Paese è fuori dalla recessione, o almeno questo sostiene la Confcommercio nel “Rapporto Consumi 2010”. Secondo il report elaborato dall'Ufficio Studi della Confederazione, il Pil italiano è cresciuto nel terzo trimestre molto meno che in Germania (+0,7%), nel regno Unito (+0,8%) e negli Stati Uniti (+0,5%), ma comunque in maniera superiore alle previsioni. D'altro canto il rallentamento della ripresa registrato in Italia fa si che le stime sul Pil del 201, tra cui quella dell'Ocse, vadano corrette al ribasso di un decimo di punto (dall'1% allo 0,9%).
Superata dunque la fase più dura della recessione, viene da chiedersi quando verrà recuperato il terreno perso nel biennio 2008-2009. Secondo la Confcommercio i tempi sono lunghi se non anche lunghissimi, visto che i consumi risultano solo di poco superiori ai minimi e la tenue ripresa non si è ancora trasmessa al mercato del lavoro. Senza una ripresa dell'occupazione, infatti difficilmente si osserverà una curva crescente nella spesa reale per consumi, punto necessario per una ripresa solida. Va detto anche che i dati da giugno a settembre 2010 hanno mostrato una variazione congiunturale positiva tre volte su quattro e che le famiglie, come rilevato anche dall'Abi, hanno mostrato un'ottima capacità di reazione pure in un contesto di prolungata criticità. Questo è stato possibile anche grazie alla riduzione degli sprechi e alla possibilità di utilizzare una quota di risparmi per tenere i livelli di benessere raggiunti in precedenza. In ogni caso la contrazione media annua del 2,1% nel biennio della crisi ha riportato i consumi a livelli precedenti il 1999, generando aspettative negative sulle prospettive di qualità della vita dei cittadini .
Sulla base dei dati raccolti il rapporto prova ad effettuare delle previsioni per il prossimo biennio. Dopo il modesto + 0,4% registrato nel 2010 in termini di crescita dei consumi, nel 2011 la crescita dovrebbe raggiungere lo 0,9% in termini reali. La vera ripresa dei consumi, si colloca però nel 2012 con un + 1,6% che dovrebbe riportare il livello di crescita in linea con le dinamiche sperimentate prima della crisi (2007)


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Secondo la Confcommercio i buoni dati sulle esportazioni registrati non devono distogliere lo sguardo sul saldo Italiano, tra import ed export, che risulta costantemente negativo. La presunta somiglianza tra Germania ed Italia viene smentita nel rapporto, citando le valutazioni previsionali del Fondo Monetario Internazionale, secondo cui la crescita nel 2010 per la Germania del Pil per abitante è del 3,5% contro lo 0,3-0,5% dell'Italia. Ora il saldo del conto corrente è stato pari nel periodo 2006-2009 a -45,6 miliardi di euro per l'Italia e pari a 154,9 miliardi di euro per la Germania. Come a dire, rileva Confcommercio che, in dieci anni scarsi i tedeschi con il solo saldo estero potrebbero acquistare tutto il Pil italiano di un anno.
Secondo l'indagine è necessario per il nostro Paese ricominciare a concentrarsi sulle fonti di crescita, investendo in tecnologia ed innovazione soprattutto nelle micro imprese, mediante un'ulteriore spinta alla formazioni di reti, consorzi e aggregazioni. Senza trascurare variabili di contesto come la giustizia civile, la fiscalità e la burocrazia che frenano la possibilità di fare impresa.
Il Rapporto Consumi 2010 è disponibile per il download sul sito di Confcommercio a questo indirizzo

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