Domenica, 19 Maggio 2013

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PRANZO DI PASQUA: CONTRO I RIALZI INGIUSTIFICATI I NOSTRI CONSIGLI PER RISPARMIARE


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Pranzo di Pasqua: Contro i Rialzi Ingiustificati i Nostri Consigli per Risparmiare | Ristorante | Alimentari | Consumatori |

Si avvicina la Pasqua, e come spesso avviene in ogni festività, le tradizioni ed i festeggiamenti coincidono con dei costi per le famiglie. Pur essendo ben lontani dai livelli consumistici del Natale e del capodanno, anche i festeggiamenti di Pasqua si tradurranno in delle spese extra per i consumatori, anche per quelli che non approfitteranno della festività per vivere una vacanza. Chi ha rinunciato a trascorrere un week-end fuori porta dovrà comunque fare i conti con il pranzo pasquale, tradizione radicatissima in Italia, a cui sono strettamente correlati dolci altrettanto tradizionali come l’uovo di cioccolato e la colomba.
Sia per quanto riguarda l’opportunità di pranzare fuori che nell’acquisto degli alimenti da consumare tra le mura di casa, il consumatore deve fare attenzione al “rialzismo” tipico delle festività come questa. Il consiglio, banale, ma certamente il più efficace, è quello di evitare il ristorante in questi giorni di festa; gli aumenti che si registrano per la giornata di Pasqua sono veramente notevoli, e le rilevazioni di Federconsumatori e Adusbef evidenziano come una famiglia media (6 persone totali: genitori, due figli e due nonni) possa arrivare a risparmiare ben 224 euro pranzando in casa piuttosto che al ristorante; qualora proprio non si volesse rinunciare al pranzo fuori con i parenti, sarà fondamentale informarsi precedentemente sui prezzi per evitare sgradite sorprese.


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Il consumatore dovrà prestare attenzione anche nell’acquisto del tradizionale uovo di Pasqua: per il 2010 l’Unione Nazionale Consumatori ha registrato infatti un rincaro tra l’4% e l’8% rispetto ai prezzi, già decisamente elevati, del 2009. L’aumento è assolutamente ingiustificato; la riprova che si tratti di un rialzo legato al valore puramente simbolico dell’uovo è data dal rapporto tra quantità reale di prodotto acquistato (dunque, di cioccolato) ed il relativo prezzo: il cioccolato delle uova pasquali supera infatti cifre improponibili, come 40 euro al chilo. Decisamente trascurabile in questo calcolo, come ben sapranno in consumatori, il valore della “sorpresa” abbinata all’uovo.
In questo caso, il consiglio al consumatore è quello di evitare gli acquisti dell’ultimo giorno, in cui è concreto il rischio di rialzi ulteriori; tuttavia alla luce di quanto analizzato, se davvero si vuole risparmiare nelle festività di Pasqua non c’è miglior suggerimento di evitare di seguire minuziosamente le tradizioni gastronomiche per non incappare in spese che ben poco hanno a che vedere con la quantità e la qualità dei prodotti acquistati.
  [Via:FderconsumatoriFderconsumatori , UncUnc ]
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