Torniamo a parlare del Decreto fiscale approvato dal governo lo scorso 26 Giugno. Se sul fronte sella surrogazione del mutuo avevamo segnalato buone notizie, non altrettanto si può dire per quanto riguarda la Commissione di massimo scoperto (CMS). Ossia la commissione che listituto bancario applica sul conto del proprio correntista, laddove esso sia in rosso. La legge 2/2009, aveva infatti stabilito che la CMS potesse essere applicata dalle banche solo ed esclusivamente se i conti in questione sono affidati, ossia conti in cui si accordato un fido allapertura, e solo se il debito duri almeno 30 giorni senza interruzioni. Questa disposizione sarebbe stata applicata immediatamente sui contratti di apertura di conto bancario stipulati dopo lentrata in vigore della legge e entro fine giugno per i contratti siglati precedentemente allentrata in vigore della legge. Buone notizie quindi per i correntisti che si ritrovavano nel loro estratto conto la commissione di massimo scoperto anche in caso di rosso per un solo giorno. Ergo, sembravano prospettarsi buone notizie. Invece il tanto atteso decreto fiscale di fine giugno ha lasciato sostanzialmente tutto invariato.
A denunciarlo è la storica associazione consumattori Altroconsumo
, secondo la quale il decreto emanato dal governo ha posto semplicemente un limite a trimestre dello 0,5% sul debito, in cui sono incluse anche nuove spese bancarie, per i casi in cui la commissione di massimo scoperto può essere applicata, lasciando per il resto tutto in alto mare. Il problema secondo Altroconsumo è proprio in quel virgolettato «comprese anche eventuali nuove spese». In pratica gli istituti bancari sembrerebbero aver fatto ricorso al vecchio trucco così spesso da loro utilizzato: una legge elimina dei costi che hanno il sapore di balzello? Semplicemente si cambia il nome di tali costi, tutto resta invariato e la legge è comunque rispettata. Altroconsumo ha studiato i fogli informativi di alcune banche (proprio quelli che, secondo unaltra ricerca di Altroconsumo
, pubblicata su Soldi &Diritti n.99 del Marzo 2008, gli istituti bancari non consegnano a chi richieda informazioni, se non dopo lapertura di un conto). I risultati sono enunciati in un vero e proprio elenco di autodifesa civica, a disposizione del correntista, che, può, in questo modo regolarsi su dove effettivamente ci sia più convenienza o per meglio dire su dove ci sia meno inconvenienza per il cliente. Potrete vedere i risultati dell'inchiesta, con l' analisi delle modifiche alle commissioni di massimo scoperto, indicata, conto per conto, direttamente sul sito di Altroconsumo
Gli Istituti Bancari analizzati sono i seguenti:
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Gruppo MPS
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Gruppo Intesa San Paolo
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Gruppo Unicredit
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Banca Sella
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Bnl Bnp Paribas
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Credem
CREDIT
Si ringrazia l'utente marcmo
di flickr per l'immagine
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