Domenica, 15 Dicembre 2019

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CESSIONE DEL QUINTO IN TEMPI DI CRISI DEL CREDITO: ECCO COME RISPARMIARE


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La Stampa ha recentemente pubblicato i dati forniti dall’osservatorio ASSOFIN sul credito al consumodati forniti dall’osservatorio ASSOFIN sul credito al consumo: da gennaio a marzo 2009, il ricorso alla cessione del quinto è in aumento del 25% rispetto all’anno precedente, mentre i prestiti personali sono calati del 10%. Considerando anche i dati ASSOFIN del 2008dati ASSOFIN del 2008, che davano cessione del quinto e prestiti personali non finalizzati, in sostanziale aumento rispetto al 2007, è evidente che con l’esplodere della crisi economica, da un lato, banche e finanziarie hanno ristretto rubinetti nell’erogazione tradizionale del credito a privati e aziende e dall’altro hanno rilanciato la cessione del quinto, unica forma di prestito garantita dalla busta paga. Diciamo che banche e finanziarie si sentono oggi più tutelate con una cessione del quinto anziché con un semplice prestito personale e quindi, in linea di previsione, la durata della crisi può lasciare intendere solo una continua ascesa di questa forma di prestito garantito per legge. La crisi quindi ha rilanciato un prodotto finanziario che fino a pochi anni fa era ritenuto secondario. Cerchiamo di capire il perché e soprattutto in che misura una cessione del quinto sia conveniente rispetto alle altre forme di debito ed, eventualmente, come poter risparmiare.

 

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Operativamente parlando la cessione del quinto è molto più difficile da realizzare rispetto ad un normale prestito personale: tempi lunghi, modulistica specifica, coinvolgimento dell’amministrazione in cui presta servizio il dipendente. Tutti elementi che per molto tempo hanno spinto gli istituti bancari ad agire in questo ramo, solo attraverso le loro controllate finanziarie e a non impegnarsi in prima persona, preferendo il ricorso al più sbrigativo prestito personale con rimborso tramite bollettino o RID bancario. La crisi ha cambiato tutto. Le banche ora operano direttamente in questo ambito creditizio, affiancandosi a istituti finanziari, agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, tutti soggetti questi ultimi che spesso operano tramite i famigerati volantini che reclamizzano PRESTITI FACILI. Il boom della cessione del quinto ha però come contro-altare il venir meno di quella forma di prestito sociale, come viene definita dal segretario nazionale Adiconsum Picciolini nell’opera "La cessione del quinto dello stipendioLa cessione del quinto dello stipendio" di Burrattini e Luchetti. Una definizione che nasceva dalla particolare identità di chi fino a ieri richiedeva una cessione del quinto: un soggetto con problemi finanziari, con segnalazioni in CRIF (Centrale Rischi Finanziari), iscritto in CTC (Consorzio Tutela Credito), protestato oppure semplicemente con problemi nella sua banca di fiducia. Dinanzi a questa situazione, la cessione del quinto era veramente il prestito sociale, poiché concessa con il solo requisito di essere dipendente (statale, pubblico, privato) o pensionato anche in presenza di problemi finanziari. Il prezzo da pagare per il debitore stava nel costo ben più caro rispetto ad un semplice prestito personale, secondo alcune rilevazioni c’è quasi sempre una forbice del 2% in più sui tassi. Il maggior costo è dovuto alle maggiori spese a carico del cliente. Secondo Villarosa, presidente di EuroFiditaliaVillarosa, presidente di EuroFiditalia, a pesare sulla cessione del quinto sono soprattutto costi assicurativi e commissioni a favore di agenti e mediatori, che incidono su TAEG, spesso a due cifre. L’entrata nell’arena cessione del quinto delle banche dovrebbe, in linea di principio, eliminare o ridurre i costi che fino a ieri erano dovute alle agenzie di mediazione. E questa potenzialmente è la buona notizia per risparmiare. Ma c’è anche una notizia non buona: la cessione cresce perché offre più garanzia agli operatori, ma il rischio è che persone che non hanno problemi finanziari chiedano un prestito e l’analista finanziario ricorra ad una cessione del quinto, anche se il cliente può perfettamente sostenere un semplice prestito personale. Il consiglio è quindi di prestare particolare attenzione, anche rivendicando, se si è nella posizione creditoria per farlo, il diritto ad un prestito personale rispetto ad una cessione che, ricordiamolo, è sempre meno conveniente rispetto al primo. Ci sono inoltre decine di operatori nel settore: banche, istituti finanziari, agenti, mediatori. Fare un giro in più chiese a volte è un modo per risparmiare.

RISORSE:

 

CREDIT
Si ringrazia l'utente pfalapfala di flickr per l'immagine


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