Il recente Auto China Motor Show di
Pechino ha confermato un dato: il mercato cinese delle auto
elettriche rischia di diventare uno dei pezzi forti dellindustria
automotive dei prossimi tre anni, almeno a giudicare dalle mosse
attese e annunciate da parte dei principali big internazionali.
Allevento uno dei più importanti al mondo, soprattutto dopo
che la Cina ha superato gli Stati Uniti come mercato auto per volumi
di vendita del 2009 sono state presentati 95 prototipi di nuove
auto elettriche, confermando le prospettive di futura crescita del
segmento. Tra i principali attori del settore, rileviamo la scelta di
Toyota, che ha annunciato che offrirà presto al mercato cinese la
propria Camry, un modello ibrido che rappresenterà lanteprima di
nuovi prototipi in fase di sviluppo per il Paese. General Motors ha
invece dichiarato di predisporre il lancio della Volt per il 2011,
cui seguirà la Cadillac Converj e librida Cadillac XTS. Nissan,
più o meno nello stesso periodo, spingerà sul mercato lelettrica
Leaf, mentre BMW punterà sulla nuova X6. L'alto prezzo relativo per
le auto elettriche, rispetto ai modelli a benzina convenzionale e
l'attuale mancanza di sussidi e di reti di ricarica in Cina, sembra
voler significare che nessuna delle imprese si aspetta un rapido
ritorno dai propri investimento. Tuttavia i grossi problemi di
inquinamento atmosferico della Cina hanno portato il governo a
dichiarare che entro il 2012 si aspettano oltre 60mila veicoli
elettrici sulle strade. Per questo stesso motivo le aziende che
investono in questo campo si attendono sussidi e sostegni già a
partire dal luglio di quest'anno.
Intanto, in Europa, recente è
la notizia che vuole la norvegese Think in trattative avanzate per
concludere le negoziazioni con la Greater London Authority al fine di
lanciare le proprie auto elettriche nel mercato del Regno Unito entro
la fine dellanno, anticipando la Nissan Leaf e la Mini elettrica.
Stando alle ultime indiscrezioni, la Think City costerà sui 20 mila
euro grazie a un contributo governativo di circa 5 mila euro. Think
non è daltronde nuova alle operazioni sui mercati esteri, avendo
già concluso intese in Spagna, in Olanda e in Svezia, ma soprattutto
per scopi aziendali.
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Non mancheremo di segnalare i futuri sviluppi della questione
[Via: Businessgreen.com ] |
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CREDIT
Si ringrazia l'utente frankh
di flickr per l'immagine
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