il Decreto ministeriale 82/2011
pubblicato nei giorni scorsi nella Gazzetta Ufficiale introduce
importanti novità per quanto riguarda il recupero e lo smaltimento
degli pneumatici usati. L'Obiettivo del decreto è quello di
intercettare il 100% degli pneumatici che arrivano a fine vita,
eliminando i flussi illegali e non controllati. Un mercato illegale,
quello degli pneumatici usati che controlla ogni anno circa 100 mila
tonnellate di PFU (pneumatici fuori uso), pari ad un quarto degli
pneumatici immessi annualmente in commercio, per un giro d'affari
delle ecomafie da due miliardi di euro in cinque anni (Dati
Legambiente). Molti di questi PFU prendono la via dell'estero, ma
sono anche molti quelli che finiscono nelle discariche abusive, basti
pensare che dal 2005 ad oggi, sono circa 1.049 le
discariche abusive individuate, per una superficie complessiva di
oltre 6 milioni di metri quadrati.
Come potrà essere fermato questo
business degli pneumatici fuori uso? Col contributo attivo dei
produttori e degli importatori di pneumatici. Infatti, il decreto
introduce il principio della producer responsibility che
prevede che ciascuna azienda interessata dalla normativa sia
responsabile e gestisca una quota di PFU (di qualsiasi marca) pari
al volume di pneumatici nuovi immessi sul mercato nell'anno
precedente. I produttori e gli importatori dovranno perciò o
direttamente o tramite forme associate o gestori autorizzati,
procedere al ritiro dei PFU presso gommisti, autofficine,
sedi di flotte di veicoli su tutto il territorio nazionale e
avviarli presso gli impianti di trattamento e valorizzazione. Tutto
questo a partire dal 90° giorno dall'entrata in vigore del
regolamento, per cui circa verso ottobre 2011. Per i produttori ed
importatori che non raggiungono le quantità di PFU richieste è
prevista una sanzione amministrativa pecuniaria pari al
contributo
percepito per i quantitativi di pneumatici non
gestiti, maggiorata
del 50%.
Il decreto prevede un regime
transitorio in cui le quantità di PFU recuperate potranno essere
inferiori a quelle immesse sul mercato, vale a dire il 25% del
venduto al 31 dicembre 2011 e l'80% al 31 dicembre 2012, però entro
il 31 dicembre 2013 dovrà essere raggiunto l'obiettivo del 100%.
Il decreto prevede l'introduzione di un contributo ambientale sul prezzo degli pneumatici nuovi che andrà a coprire i costi sostenuti dalle aziende produttrici per il ritiro e la gestione di PFU e che ricadrà sui consumatori. Per cui saranno i consumatori a sostenere i costi di questa maggiore tutela ambientale.
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Attualmente non si conoscono ancora le tariffe, tuttavia il decreto prevede che produttori e gli importatori degli pneumatici comunichino allautorità competente, entro il 30 settembre di ciascun anno, le stime degli oneri relativi alle componenti di costo necessari per la gestione di PFU. L'autorità competente, entro il 30 novembre del medesimo anno, dovrà individuare lammontare del contributo ambientale, che sarà differenziato per le diverse tipologie degli pneumatici (da quelli dei ciclomotori, a quelli di autobus e macchine agricole).
In ogni caso i contribuenti troveranno il costo del contributo ambientale indicato in modo chiaro e distinto sulla fattura o sullo scontrino di acquisto.
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